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IL COMITATO 23 OTTOBRE
28 Aprile 2009
SECONDA UDIENZA. PM COMODI: LA FEDERAZIONE ANARCHICA INFORMALE E’ IL BRACCIO ARMATO DELLA FEDERAZIONE ANARCHICA ITALIANA
Si è svolta a Terni la seconda udienza del processo in Corte d’Assise contro i 4 ventenni di Spoleto accusati di Associazione Sovversiva con finalità di terrorismo per delle scritte sui muri e dei danneggiamenti e minacce mai commessi. L’udienza è cominciata con quello che vogliamo sperare sia stato un lapsus del PM Manuela Comodi, la quale ha dichiarato, parlando del movimento anarchico, che “la Federazione Anarchica Italiana è un’associazione legittima e riconosciuta dallo Stato, mentre la Federazione Anarchica Informale è il suo braccio armato”. Ora non è chiaro se il PM si riferisse al movimento anarchico, di cui l’ala cosiddetta insurrezionalista venga inteso come il “braccio”, nel senso della corrente, più radicale o se il PM nella sua dichiarazione volesse davvero dire, come a molti è parso, che letteralmente la Federazione Anarchica Informale sia organicamente il braccio armato della Federazione Anarchica Italiana. Quello che chiaro è che la FAI, quella autentica, ha sempre preso le distanze da certi provocatori, quello che è chiaro è che già un anno e mezzo fa il GIP Nicla Flavia Restivo fece un errore del genere nell’Ordinanza di Custodia Cautelare.
Il minimo da fare, nel ribadire la nostra solidarietà agli imputati e alle loro diverse e tutte legittime idee in materia, è informare immediatamente la cittadinanza e soprattutto gli stessi anarchici della FAI (quella vera e non violenta, che ha denunciato da anni la provocazione dell’altra “FAI” che gli ruba il nome) di questa affermazione del PM, che parrebbe una gravissima diffamazione se confermata la nostra interpretazione.
Per il resto il processo sta cominciandio ad entrare nel vivo, con l’interrogatorio dei primi testimoni dell’accusa, tutti Carabinieri che in parte hanno però attenuato le cosiddette “prove” per quanto riguarda il capo B), l’incendio di Colle San Tommaso.
COMITATO 23 OTTOBRE
7 Aprile
Brushwood prima udienza.
L'Avvocatura dello Stato non si costituisce parte civile, la Lorenzetti si, anche per il capo A, il reato di Associazione Eversiva.
L'Avvocatura dello Stato non si è fatta vedere gli Avvocati della Lorenzetti si.
E' questa l'annotazione più interessante della prima udienza che ci giunge dal tribunale di Terni. La Lorenzetti interpreta la parte dello Stato e si fa Stato più dello Stato.
Che altro dire se non che i fatti rappresentano un utilizzo politico evidente della vicenda. Se questo sia più utile all'accusa o alla politica regionale non sappiamo, quello che sappiamo è che è utile ad entrambi, che così si sostengono reciprocamente e prolungano la loro partita.
Al politico a cui conviene dare l'immagine di essere sotto attacco terrorista, è difficile far capire che non fa certo una bella figura continuare a utilizzare quattro ragazzi per evocare quello che nessuno ha visto per il semplice fatto che non c'è.
Per il resto una udienza dai caratteri preliminari, con lo smaltimento di una consistente parte della documentazione presentata.
Dalle nove un presidio del Comitato 23 Ottobre e dei Cobas sotto il Tribunale ha ricordato l'operazione Brushwood, il ruolo dei Ros e del Potere Politico Regionale nella vicenda, l'ingiusta carcerazione dei ragazzi spoletini, la ridicola accusa di associazione terrorista.
( notizie su Brushwood su: www.comitato23ottobre.com e su: liberatemichele.blogspot.com)
7 aprile - Processo Brushwood
Ore 9 Via Bramante 39 Terni
Non lasciamo sola la verità, da sola potrebbe non farcela.
Per ricordare, che l’accusa di aver formato una associazione terrorista rivolta a quattro ragazzi spoletini è un fatto grottesco che ogni coscienza libera da pregiudizi ha rifiutato subito.
Per impedire che il silenzio si faccia complice dei progetti giudiziari dell’accusa.
Perché non prevalga la necessità dell’accusa di dover portare a casa qualche risultato a prescindere da prove, inesistenti.
Per la definitiva libertà dei giovani Spoletini vittime di una giustizia che crea colpevoli per ribadire il proprio ruolo magistrale e di garanzia dell’ordine pubblico, a prescindere dalla verità.
Per la libertà delle quattro giovani vittime dell’operazione Brushwood, che non significa solo stare fuori dalle sbarre, ma vuol dire prima di ogni altra cosa: essere liberi di continuare a fare senza limitazione alcuna, le proprie scelte di vita, politiche, culturali, sociali.
Non facciamo mancare loro la nostra vicinanza, manifestiamo la nostra solidarietà, stando loro accanto martedì a Terni.
Per gridare forte la verità contro l’accusa.
GIUSTIZIA E’ LIBERTA’
Comitato 23 Ottobre