Libertà per Michele


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DICEMBRE

IL COMITATO 23 OTTOBRE

Comunicato stampa
Domani 3 dicembre, alle ore 10,30, l'ex Ministro Katia Belillo, accompagnata dal Capogruppo dei Comunisti Italiani nel Consiglio Comunale di Perugia Fabio Faina, incontreranno nel carcere di Capanne a Perugia Michele Fabiani e Andrea Di Nucci, i 2 giovani spoletini in carcere da 40 giorni con l'accusa di associazione terroristica e di avere inviato alla Presedente della Regione dell''Umbria una lettera di minacce.
Intanto ieri Michele Fabiani ha avuto la visita dei suoi difensori Vittorio Trupiano e Carmelo Parente.
Trupiano ha ribadito che la carcerazione di Michele e Andrea è oltre ogni limite di accettabilità. L'isolamento a cui sono costretti i due ventenni misura un accanimento che non può in alcun modo continuare. E' solo una misura punitiva contro chi non si è dimostrato disponibile in alcun modo a rinnegare le proprie idee, che legittimamente ha diritto di affermare e che nulla hanno a che vedere con i fatti contestati.
Nulla giustifica a 40 giorni dall'arresto l'isolamento in cui vengono tenuti, quando anche i più pericolosi capimafia usufruiscono del diritto all'ora d'aria insieme ad altri 8 detenuti.
Nulla giustifica la loro carcerazione a fronte della mancanza di prove per tutti i capi di accusa più gravi: associazione terroristica denominata COOP-FAI e lettera di minacce alla Lorenzetti.
Non è più sufficiente riaffermare la generica richiesta di una rapida azione della magistratura in una rinnovata fiducia in essa.
Occorre un atto di coraggio.
Guardare i documenti processuali e prendere posizione, contro questo stato di carcerazione che non trova alcuna giustificazione se non nel pregiudizio politico e in una volontà punitiva indipendente da qualsiasi ragione di colpa.
In questo senso l'avvocato Trupiano invita quanti si muovono su un terreno di garanzia democratica e rivestono un ruolo istituzionale o rappresentano associazioni unanimemente riconosciute, a fare la propria parte subito.
Infine emergono dalla lettura della sentenza del riesame fatti nuovi, che non si trovano negli atti del PM e del GIP, fatti che tolgono ulteriormente credibilità alle accuse, e che a dir poco stranamente, non sono presenti negli atti che hanno portato agli arresti.
Di questo daremo notizia non appena riterremo la cosa necessaria.
COMITATO 23 OTTOBRE PER LA VERITA' SU BRUSHWOOD



Il silenzio annienta le persone e la verità. Libertà per Michele e Andrea.
L'intera città di Spoleto, il suo Consiglio Comunale, parlamentari ed esponenti della società civile hanno chiesto una soluzione rapida, due mesi di carcerazione senza prove l' hanno negata.
Sono ormai quasi due mesi che Michele Fabiani e Andrea Di Nucci sono tenuti imprigionati nel carcere di Capanne a Perugia, accusati senza nessuna prova di far parte di una Associazione terrorista denominata Coop-Fai e di avere mandato una lettera di minacce alla Presidente della Regione Umbria Maria Rita Lorenzetti.
Il Consiglio Comunale di Spoleto, l'onorevole Bellillo, i senatori Russo Spena, Zuccherini, Emprin, Ferrante, Boccia, esponenti politici di vari Consigli Comunali dell'Umbria, affermando fiducia nella magistratura, hanno concordemente auspicato una soluzione rapida della vicenda.
Tutto questo non sta avvenendo, anzi, al contrario è accaduto fino alla settimana passata che la reclusione sia stata accompagnata dall'isolamento totale.
Una misura disumana, ma Michele e Andrea, venti anni l'uno e venti anni l'altro, si sono dimostrati forti come rocce.
Le rocce non si piegano ma si scavano e scavandole si distruggono, così come fa l'acqua, anche una sola goccia d'acqua che ogni giorno cade sullo stesso punto della stessa roccia.
C'è il pericolo concreto della loro distruzione psicologica.
La legge italiana, concede ad un magistrato di poter privare della libertà fino ad un anno, sulla base di un teorema accusatorio senza riscontri, basato esclusivamente sul pregiudizio politico. Il 270 bis, che discende dal codice fascista del 1930, permette di arrestare cittadini che si presume possano commettere, associandosi, azioni contro lo stato.
Ma non c'è associazione, non ci sono armi, non ci sono basi, non ci sono finanziatori, non c'è la Coop-Fai, le accuse si sono dimostrate senza fondamento, sono state costruite su sillogismi, affinità lessicali, alterazioni semantiche
I magistrati stanno utilizzando il carcere per ottenere una confessione che non ci potrà essere. Michele e Andrea non possono confessare quello che non hanno fatto.
La mancanza di prove conferma che Michele è in carcere perché di idee anarchiche e Andrea perché è il suo più caro amico.
Questa situazione è inaccettabile, l'isolamento totale durato 50 giorni è stato un fatto disumano, la devastazione psicofisica che esso ha prodotto ha lasciato i suoi segni.
Ciò che la città di Spoleto, deputati democratici e garantisti hanno chiesto invano, una soluzione rapida, è negata.
Ognuno si prenda le sue responsabilità, la presunzione di colpevolezza non è degna di un paese civile ma di un paese che pratica l' annientamento di quanti non riesce a inserire in modo subordinato nei suoi meccanismi di potere.
Per questo il Comitato 23 Ottobre chiama ad una rinnovata mobilitazione, per ottenere l'immediata liberazione di Michele e Andrea e per salvaguardare la loro integrità psichica e fisica. Per questo prepara nuove manifestazioni a Perugia e Spoleto.
INDICE A TAL FINE, PER SABATO 22 OTTOBRE, SOTTO IL CARCERE DI CAPANNE, A PARTIRE DALLE ORE 15, UN PRESIDIO DI SOLIDARIETA' E DI LIBERTA'.

COMITATO 23 OTTOBRE






APPELLO PER LA LIBERTA' DI MICHELE E ANDREA

Il carcere annienta le persone e rischia di inquinare la verità. Se non ci sono prove Michele Fabiani e Andrea Di Nucci devono tornare liberi, va rispettato il principio democratico della presunzione di innocenza.

Sono ormai quasi due mesi che Michele Fabiani e Andrea Di Nucci sono tenuti imprigionati nel carcere di Capanne a Perugia, accusati di far parte di una Associazione terrorista denominata Coop-Fai e di avere mandato una lettera di minacce alla Presidente della Regione Umbria Maria Rita Lorenzetti.
Molti esponenti politici e della società civile, tra i quali, Il Consiglio Comunale di Spoleto, l'onorevole Bellillo, i senatori Russo Spena, Zuccherini, Emprin, Ferrante, Boccia, Consiglieri dei Comuni dell'Umbria, affermando fiducia nella magistratura, hanno concordemente auspicato una soluzione rapida della vicenda.
I due mesi di carcerazione dicono che la richiesta di rapidità non è stata accolta e poiché, allo stesso tempo, a quanto è dato sapere, non sono emerse prove che supportino il quadro indiziario iniziale, attraverso il quale sono stati disposti gli
arresti, i sottoscritti esponenti politici, Parlamentari e Consiglieri, e rappresentanti della Società Civile, chiedono che venga rispettato il principio democratico della presunzione di innocenza e che in nessun modo si rischi che la detenzione preventiva possa divenire strumento per ottenere comunque un risultato dall'indagine che riguarda i due giovani spoletini.
Se non ci sono prove Michele e Andrea devono tornare liberi, i due mesi trascorsi in carcere sono un tempo di privazione della libertà fin troppo lungo.
Facciamo appello perché ciò avvenga subito e a per questo aggiungiamo il nostro nome a quello di quanti hanno domandato verità e giustizia su questo caso e che oggi rinnovano con forza questa richiesta.



SI MOLTIPLICANO LE INIZIATIVE PER CHIEDERE LA LIBERTA' DI MICHELE FABIANI E ANDREA DI NUCCI.
ANCHE LA NOTTE DI NATALE IN TANTI SARANNO CON LORO DAVANTI AL CARCERE DI CAPANNE.

Dopo l'incontro dell'Onorevole Bellillo, con i Capigruppo del Consiglio Comunale di Spoleto di venerdì 21 dicembre, il Presidio organizzato, dal Comitato 23 Ottobre e dal Comitato di solidarietà con i giovani spoletini imprigionati a Capanne ( che riunisce, Associazioni Giovanili, Centri Sociali e Sindacati di Base di Perugia ), per sabato 22 dicembre alle ore 15 di fronte al carcere di Capanne; una nuova iniziativa è stata promossa da un cartello di associazioni per la notte di Natale, a partire dalle ore 22, sotto il carcere perugino. I promotori chiedono che lo spirito di chi onora il natale non rimanga lontano dalle sbarre che rinchiudono Michele e Andrea, chiedono pertanto agli uomini di fede e di buona volontà di celebrare il Natale di fronte a quei cancelli per non dimenticare chi è li dentro ingiustamente detenuto. All'iniziativa hanno già aderito moltissime personalità, della politica, del sindacato, della cultura.

SOTTO IL CARCERE A NATALE
MICHELE E ANDREA IL NATALE LO PASSANO IN CARCERE, NOI SAREMO LI SOTTO

"Quando il Figlio dell'uomo verrà nella sua gloria con tutti i suoi angeli, si siederà sul trono della sua gloria. E saranno riunite davanti a lui tutte le genti, ed egli separerà gli uni dagli altri, come il pastore separa le pecore dai capri, e porrà le pecore alla sua destra e i capri alla sinistra. Allora il re dirà a quelli che stanno alla sua destra: Venite, benedetti del Padre mio, ricevete in eredità il regno preparato per voi fin dalla fondazione del mondo. Perché io ho avuto fame e mi avete dato da mangiare, ho avuto sete e mi avete dato da bere; ero forestiero e mi avete ospitato,nudo e mi avete vestito, malato e mi avete visitato, carcerato e siete venuti a trovarmi. Allora i giusti gli risponderanno: Signore, quando mai ti abbiamo veduto affamato e ti abbiamo dato da mangiare, assetato e ti abbiamo dato da bere? Quando ti abbiamo visto forestiero e ti abbiamo ospitato, o nudo e ti abbiamo vestito? E quando ti abbiamo visto ammalato o in carcere e siamo venuti a visitarti? Rispondendo, il re dirà loro: In verità vi dico: ogni volta che avete fatto queste cose a uno solo di questi miei fratelli più piccoli, l'avete fatto a me. Poi dirà a quelli alla sua sinistra: Via, lontano da me, maledetti, nel fuoco eterno, preparato per il diavolo e per i suoi angeli. Perché ho avuto fame e non mi avete dato da mangiare; ho avuto sete e non mi avete dato da bere; ero forestiero e non mi avete ospitato, nudo e non mi avete vestito, malato e in carcere e non mi avete visitato. Anch'essi allora risponderanno: Signore, quando mai ti abbiamo visto affamato o assetato o forestiero o nudo o malato o in carcere e non ti abbiamo assistito? Ma egli risponderà: In verità vi dico: ogni volta che non avete fatto queste cose a uno di questi miei fratelli più piccoli, non l'avete fatto a me. E se ne andranno, questi al supplizio eterno, e i giusti alla vita eterna".
[Vangelo secondo Matteo]

A Natale faranno due mesi dagli arresti dei cinque ragazzi di Spoleto.
A Natale faranno 61 giorni che Michele Fabiani e Andrea Di Nucci sono tenuti imprigionati nel carcere di Capanne a Perugia, sottoposti ad un disumano regime carcerario.
Perché questo accanimento?
Gli inquisitori, che non hanno prove ma solo presunti indizi, sperano che il carcere duro pieghi Michele e Andrea e li spinga ad autoaccusarsi di essere ciò che non sono, di essere dei terroristi.
Michele e Andrea stanno invece resistendo, e resistendo difendono non solo la loro dignità, ma pure la nostra, quella di tutti coloro che non intendono voltare le spalle a chi grida giustizia, che sono stanchi di un regime autoritario che ci considera tutti in libertà vigilata, che con la scusa del terrorismo calpesta i diritti più elementari di cittadinanza.
Questo regime, in occasione del Natale, ci vorrebbe spensierati, a fare shopping come consumatori beoti, a fare la fila nei centri commerciali, ovvero le cattedrali erette in onore dell'unico Dio a cui questo sistema chiede di genuflettersi: il danaro.
Noi saremo invece con Michele e Andrea, sotto il carcere di Capanne, e sotto quel carcere celebreremo, la nostra messa di Natale.
Il nostro sarà un presidio di libertà, di solidarietà, di verità.

Per questo invitiamo tutti quanti hanno a cuore non solo la sorte di Michele e Andrea, ma di tutti quelli che ingiustamente soffrono nelle patrie galere a passare il Natale come si addice, sotto il Carcere di Capanne.

Appuntamento il 24 Dicembre alle ore 22,00.
Partecipano
Comitato 23 ottobre, Legittima Difesa, Ass. Culturale Casa Rossa,
Ass.Culturale 1° Maggio, RdB CUB.



APPELLO PER LA LIBERTA' DI MICHELE E ANDREA

Il carcere annienta le persone e rischia di inquinare la verità. Se non ci sono prove Michele Fabiani e Andrea Di Nucci devono tornare liberi, va rispettato il principio democratico della presunzione di innocenza.

Sono ormai quasi due mesi che Michele Fabiani e Andrea Di Nucci sono tenuti imprigionati nel carcere di Capanne a Perugia, accusati di far parte di una Associazione terrorista denominata Coop-Fai e di avere mandato una lettera di minacce alla Presidente della Regione Umbria Maria Rita Lorenzetti.
Molti esponenti politici e della società civile, tra i quali, Il Consiglio Comunale di Spoleto all'unanimità, l'onorevole Bellillo, i senatori Russo Spena, Zuccherini, Emprin, Ferrante, Boccia, Consiglieri dei Comuni dell'Umbria, affermando fiducia nella magistratura, hanno concordemente auspicato una soluzione rapida della vicenda.
I due mesi di carcerazione dicono che la richiesta di rapidità non è stata accolta e poiché, allo stesso tempo, a quanto è dato sapere, non sono emerse prove che supportino il quadro indiziario iniziale, attraverso il quale sono stati disposti gli arresti, i sottoscritti esponenti politici, Parlamentari e Consiglieri, e rappresentanti della Società Civile, chiedono che venga rispettato il principio democratico della presunzione di innocenza e che in nessun modo si rischi che la detenzione preventiva possa divenire strumento per ottenere comunque un risultato dall'indagine che riguarda i due giovani spoletini.
Se non ci sono prove Michele e Andrea devono tornare liberi, i due mesi trascorsi in carcere sono un tempo di privazione della libertà fin troppo lungo.
Facciamo appello perché ciò avvenga subito e a per questo aggiungiamo il nostro nome a quello di quanti hanno domandato verità e giustizia su questo caso e che oggi rinnovano con forza questa richiesta.

Bellillo Katia - Deputata al Parlamento italiano
Salvatore Cannavò - Deputato al Parlamento italiano
Leonardi Pierpaolo Coordinatore Nazionale CUB
Faina Fabio Capogruppo Consiliare PdCI Perugia
Calabresi Giampiero Capogruppo Consiliare del PdCI Spoleto
Ciotti Luigi Capogruppo Consiliare Sinistra Critica Bastia Umbra
Imbastoni Giancarlo Consigliere Comunale PRC Orvieto
Antonini Gianni Assessore Comune di Trevi PRC
Franco Belli Assessore PdCI Trevi
Ciardelli Angelo Capogruppo La sinistra e l'arcobaleno Trevi
Nizzi Stefano Assessore all'Urbanistica SDI Trevi
Dominici Irene Capogruppo "L'uninone per Trevi" ( P.D.)
Andreani Luigi Consigliere provinciale UDC e di Trevi
Menicacci Mirko Consigliere Comuanale AN Trevi
Ricci Andrea Consigliere Comunale AN Trevi
Claudio Ortale - capogruppo PRC Municipio Roma 19
Riboldi Giorgio - Associazione l'altra Lombardia
Panizzi Mirco Gogoleto Associazione Italia-Cuba
Partito Comunista dei Lavoratori di Massa Carrara
Germano Monti - Forum Palestina
Franco Ragusa - Direttore della rivista "Riforme Istituzionali"
Vizioli Vincenzo Presidente AIAP
Cioli Atonia Presidente Centro Sociali Anziani "orti del sole" Spoleto
De Romanis Roberto Docente Universitario Perugia
Bartoli Paolo Docente Universitario Perugia
Ridolfi Sandro Avvocato Foligno
Tenca Primo Perugia
Confederazione Cobas di Massa Carrara
Comunità Proletarie Resistenti
Ettore Magrini RdB CUB Spoleto,
Raspa Francesco RdB CUB Spoleto,
Luigi Marocco RdB CUB Spoleto,
Antonio Briguori RdB CUB Spoleto,
Sandro Scalseggi RdB CUB Spoleto,
Raspa Luciana RdB CUB Spoleto,
Leonardo Galdini RdB CUB Spoleto,
Lauri Anna Laura RdB CUB Spoleto,
Salviani Maria Piera RdBCUB Spoleto
Giovanni Ciccone - FLAICA - CUB Roma
Claudio Lorenzoni - RdB Inps Roma
Maurizio Azzara - giornalista - Roma
Daniele Ubaldi - giornalista
Luigino Scricciolo - giornalista
Enrica Palmieri - Roma
Gianluigi Maddalena e Laura Delle Molle Schio
Marco Schettini - CGIL Funzione Pubblica - Roma
Mimì Capurso Bisceglie


25 DICEMBRE, GIORNO DELLA FESTA DI NATALE, MICHELE E ANDREA
PRIGIONIERI PERCHE' INNOCENTI, 63° GIORNO.

Michele e Andrea, innocenti dei reati di cui sono accusati, innocenti di far parte di una associazione terroristica che è stata inventata, oggi 25 dicembre festa cristiana del Natale sono al 63° giorno di prigione.
Prigionieri e ostaggi di un teorema che neanche una legge inquisitoria e incivile come il 270 bis, che consente di arrestare persone sulla base di ciò che potrebbero commettere, e non su quello che hanno fatto, può giustificare. Dietro agli arresti del 23 ottobre non ci sono basi, non ci sono armi, non ci sono finanziatori, non c' è l'associazione, tra loro alcuni dei 5 giovani neppure si conoscono ).
Libertà e giustizia per Michele e Andrea.
Questo è il messaggio gridato nella notte davanti al carcere di Capanne da tanti giovani, dai rappresentanti di associazioni ambientaliste e democratiche, da consiglieri e parlamentari presenti ( Bellillo, Faina, Calabresi, Ciotti, Fabiani ).
Michele e Andrea sono prigionieri ingiustamente detenuti nel carcere di Capanne. Volutamente usiamo la parola prigionieri e non carcerati perchè ai poteri forti, politici, giudiziari, militari, che li hanno privati della libertà questa parola da fastidio, perché nell'immaginario della gente è stata creata l'associazione carcerato delinquente, mentre quella di prigioniero è vissuta ancora oggi come di chi è soggetto ad una situazione di ingiustizia, e a loro non piace perché è la verità.
Nessuno deve stare in carcere perché è innocente. Non può essere usate la prigione, l'isolamento, per ottenere comunque un risultato da una operazione male riuscita, tale lo scarto tra l'identità reale dei 5 giovani arrestati il 23 ottobre e l'enormità delle accuse.
Secondo l'accusa i due ragazzi spoletini sarebbero terroristi perchè avrebbero inviata una lettera con due proiettili alla Lorenzetti e tentato di bruciare un quadro elettrico a Colle San Tommaso. Anche se qualcuno tentasse di mettersi nei panni di chi li sta perseguitando ( ma noi al loro posto non ci sappiamo stare, come dice Fabrizio De Andrè ) arrivare anche con quello che gli viene attribuito all'associazione terrorista è come arrivare dalla Terra con una scala sulla Luna.
Michele è colpevole delle sue idee anarchiche e della sua militanza politica, Andrea di essere suo amico.
Oggi, giorno cristiano del Natale, occorre che uomini di coraggio, di buona volontà, di giustizia, si associno a quanti hanno lottato per 63 giorni per chiedere la libertà di Michele Andrea e degli altri ragazzi che sono agli arresti domiciliari, è necessario perché la lotta è dura, dato che coloro che li tengono prigionieri hanno la complicità di tanti, troppi, di ogni colore, interessati ai favori di quei potenti che hanno l'assoluto bisogno di non uscire con una cattiva immagine da questo orrore giudiziario.

Comitato 23 ottobre
Spoleto 25 dicembre 2007




DOPO QUELLA PER ANDREA RESPINTA L'ISTANZA DI SCARCERAZIONE ANCHE PER MICHELE
L' istanza di scarcerazione presentata dagli avvocati di Michele Fabiani, Parente e Trupiano è stata respinta, così come era stata respinta pochi giorni fa quella presentata dalla difesa di Andrea Di Nucci, confermando l'accanimento ingiustificabile che finora ha guidato i magistrati alla ricerca di riscontri al loro teorema accusatorio ancora privo di prove. Questo configura ancora una volta una scelta dei magistrati di natura politica e non giuridica. Politica perché in mancanza di prove la scarcerazione è un fatto doveroso.
La linea della presunzione della colpevolezza e l'utilizzo della carcerazione come forma di pressione per ottenere una confessione impossibile continua ad essere esercitata su due ragazzi di venti anni, colpevoli di essere anarchico l'uno e amico di un anarchico l'altro. Questo uso all'inverso della legge sta già minando nel fisico e nella psiche i due giovani prigionieri e noi non siamo disposti a farli spegnere come larve.
L'abbiamo scritto nel nostro ultimo comunicato stampa, in troppi sono interessati a fare dei giovani spoletini il capro espiatorio di una situazione ormai per loro insopportabile. Ci sono responsabilità enormi se siamo a questo punto e a partire dalle dichiarazioni incaute, frettolose e prevenute della Lorenzetti al momento degli arresti, i condizionamenti ambientali che hanno sbarrato le porte delle celle a Michele e Andrea sono stati potenti.
Contro questo sistema di fare giustizia che imprigiona due ventenni senza una prova si levino le voci degli uomini che credono nella libertà. Ognuno si prenda le sue responsabilità e prima che sia tardi faccia la sua parte.
COMITATO 23 OTTOBRE
Spoleto 27 12 2007




SESSANTASEISIMO GIORNO DI ISOLAMENTO, ANDREA STA SEMPRE PIU' MALE,ORA BASTA !
Dopo 66 giorni di isolamento le condizioni fisiche e psichiche di Andrea sono notevolmente peggiorate.
Denunciamo con forza il pericolo grave che incombe sulla salute del ragazzo, provatissimo, a cui non è stato tolto l'isolamento. Perché questo trattamento differenziato, cosa vogliono tirar fuori dal suo fisico.
La situazione precipita nascosta dietro i muri di Capanne.
Andrea l'unico dei ragazzi arrestati a non aver mai avuto alcun impegno politico, è colui che sta subendo il trattamento più inumano, quale la ragione di tutto questo ?
Che nessuno si faccia complice di questa situazione, la linea politica della giustizia ha deciso per Andrea questo trattamento, la coscienza civile della collettività si levi a difendere il presente e il futuro di questo ragazzo, troppo solo e dimenticato, scrivete ad Andrea, fatevi sentire dai giudici.
COMITATO 23 OTTOBRE
Spoleto 28 dicembre 2007




AURELIO FABIANI COMUNISTA, PADRE DI MICHELE L'ANARCHICO





















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