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IL COMITATO 23 OTTOBRE
MICHELE L'ANARCHICO E IL SUO AMICO ANDREA
Michele è un ragazzino ma è già uomo d'altri tempi, scrive il suo giornale, il Rivoluzionario,
Filosofo precoce, Razionale e Assurdo, t' hanno messo in croce.
Una croce di cemento, quattro strette mura, 10 metri quadri di moderna tortura.
Andrea tuo compagno di sventura l' hanno messo nella stessa strettura.
La buia notte del 23 ottobre è stata illuminata dai fari del potere.
Sono scesi in più di cento, hanno volato sopra i tetti, buttando giù dal letto, bambini e vecchietti.
Nelle case sono entrati, armati e incappucciati, portando via 5 ragazzi disarmati.
Spoleto allibita non crede a quel che vede ha paura dell'esercito che nella città è sbarcato,
teme ognuno d'essere arrestato.
Ma la città che di se conosce ogni cosa intimamente ha giudicato lo spettacolo indecente.
Come in ogni grande avvenimento c'è rabbia e sgomento,
e un clima di paura e di indignazione attraversa la popolazione
Abbassano la voce al supermercato, non alzano il telefono può esser controllato.
Gli articoli sono pronti già dal giorno prima,
mancano le immagini dei ragazzi ammanettati, per questo i giornalisti sono stati convocati,
il prodotto non si vende bene se in prima pagina non c'è il giovane in catene.
Ragazzi terroristi spara Il Messaggero, lo spara a più riprese, vuol far sembrare sia vero.
E la Nazione conosce ancor prima degli avvocati, l'ordinanza d'arresto con tutti gli allegati.
La notizia è forte, anche se è un gran cazzata:'Organizzava una rapina questa banda armata.'
Ganzer è sorridente, la Lorenzetti non è da meno, si congratulano a vicenda, hanno fatto il pieno.
Dopo le tempeste di Perugia e di Milano la governante e il militare si danno la mano,
dopo tante nuvole uno sprazzo di sereno.
Da quel 23 ottobre sono passati mesi in totale isolamento,
Quanto dovrà durare ancora questo tormento, per il magistrato dipende dall'atteggiamento.
"Nessuna confessione restino in prigione, nessun pentimento stiano in isolamento."
Accuse senza fondamento non danno confessione, i ragazzi non danno collaborazione,
ma per giustificare questa avventura occorre almeno un'abiura,
da Michele non avran mai quello, restano chiuse le porte del cancello.
Michele i tuoi vent'anni son duri come sassi, li possono spezzare ma si debbon rassegnare,
i sassi non si possono piegare.
Andrea è come te, vent'anni e uomo vero.
Hai guardato in faccia gli occhi del potere, con il coraggio antico di chi ha fede.
Fede nelle idee di libertà e uguaglianza, di chi dall'alto guarda la proterva ignoranza,
dell'arrivista che ad occhi bassi avanza.
Ostaggi di un teorema di questi nostri tempi che utilizza leggi degli anni venti
e così Michele e Andrea sono stati condannati a essere terroristi prima di esser processati.
Delle accuse non c'è prova, non esiste l'associazione, è stata inventata per mettervi in prigione.
Il Generale molto esperto che sa di tutto questo, ha già dichiarato li abbiam fermati prima degli attentati.
Vogliono l'abiura, vogliono la confessione solo per questo vi tengono in prigione.
AURELIO FABIANI COMUNISTA, PADRE DI MICHELE L'ANARCHICO
LIBERTA' PER DUE DI NOI
MICHELE E ANDREA
Libertà per tutti gli arrestati del 23 ottobre
la prigionia di Michele e Andrea, discende direttamente dalle dichiarazioni fatte il 23 ottobre dalla Presidente della Regione Maria Rita Lorenzetti, massima autorità politica regionale ma allo stesso tempo persona direttamente interessata alla vicenda, essendo stata destinataria della lettera di minacce per cui vengono tuttora tenuti prigionieri Michele e Andrea.
E' ormai evidente che le dichiarazioni di plauso all'apparato giudiziario e militare che ha condotto l'operazione Brushwood fatte due ore dopo gli arresti dalla Lorenzetti, hanno inquinato profondamente gli sviluppi successivi della vicenda, al punto tale che nei palazzi del potere perugino nessuno sia più in grado di discostarsi dalla linea indicata dalla Presidente della Regione.
CONCERTO DI SOLIDARIETA'
di LIBERTA' e di VERITA'
Sabato 12 gennaio
PIAZZA GARIBALDI
Suoneranno
dalle ore 17 alle 21
Place Pigalle
Pacco Celere
e altri gruppi dell' arcipelago musicale spoletino
Comitato 23 ottobre
Stampato in proprio via 14 giugno Spoleto
Brushwood, dopo 83 giorni di prigionia continua il silenzio imbarazzante e complice della Chiesa
Vedere il "Pubblico Ministero" del caso Brushwood, Maria Rita Lorenzetti, sedere nella prima fila dei banchi della cattedrale di Spoleto, in occasione delle celebrazioni del martire dell'Impero Romano, Ponziano, spiega molte cose, e ricorda i comuni silenzi dei Palazzi, di Piazza Italia ( Regione e Provincia ) e degli uomini della Cattedrale spoletina, verso due martiri di questo 21° secolo, Michele e Andrea, privati della libertà e imprigionati per le loro idee.
Che la Chiesa spoletina tra una inaugurazione e l'altra di un tunnel per le scale mobili, del Palazzo Comunale, di una rotatoria, di un parcheggio o di un tapis roulant, icone del potere e del mondo degli affari di questi nostri tempi ( come fosse una istituzione pubblica e non privata, in una rinnovata logica di trono-altare che cancella 218 anni di storia ), non abbia trovato modo di dire una parola, anche una sola parola, una di quelle che sono nel suo DNA, non altre, a favore di uno dei suoi soggetti "istituzionali" ("ero forestiero e non mi avete ospitato, nudo e non mi avete vestito, ero malato e in carcere e non mi avete visitato" -Vangelo secondo Matteo-) , carcerato e mostruosamente sbattuto in prima pagina, fa riflettere, molto. Sono in carcere 2 ragazzi spoletini e altri due sono carcerati nelle loro case, ma su di loro non hanno avuto mai nulla da dire gli uomini dalla chiesa che conta, solitamente così loquaci e appariscenti, che mai perdono una occasione per primeggiare in televisione, giornali, blog. Un silenzio tanto più pesante quando tutta Spoleto ha gridato la sua rabbia e il suo stupore, e fin dentro le stanze della sede comunale hanno chiesto verità e libertà.
Una persona molto coinvolta in questa vicenda e certamente credente, ha detto ironicamente e amaramente: "speriamo che non abbiano avuto il tempo di dire qualcosa perché troppo impegnati a pregare per loro".
Non perdoneremo questa chiesa di potere, non è nel nostro DNA, il silenzio di questi tre mesi misura la loro complicità con i palazzi della politica e la piena integrazione con una casta padrona illiberale e profondamente antidemocratica.
Anche solo ricordare pubblicamente il Michele che porta a tavola alla mensa dei poveri e il Damiano che aiuta chi non ha nulla è stato per loro troppo sconveniente.
E' una vicenda, questa montata il 23 ottobre che obbliga a schierarsi, chi non l' ha fatto come sempre è dalla parte di chi tiene il bastone in mano.
Comitato 23 Ottobre
Spoleto 14 gennaio 2008
AVVISI DI GARANZIA PER CHI E' ACCUSATO DI DISASTRO AMBIENTALE, CARCERE PER CHI DIFENDE L'AMBIENTE
Il potere, nella concreta manifestazione politica e giudiziaria ha sempre due misure, una per i suoi uomini una per gli uomini.
Viene carcerato senza alcuna prova chi dal basso delle strade, delle periferie, dei campi inquinati, delle città invivibili, si batte per un mondo a misura d'uomo, mentre per chi dall'alto dei Palazzi viene accusato di disastro ambientale, come nel caso del Sindaco di Terni Raffaelli, ci sono le garanzie dell'innocenza fino al momento dell'eventuale condanna, che il nostro stato, che si autodefinisce democratico, offre sulla carta a tutti, ma in realtà concede solo agli intoccabili che lo governano ricavandone laute prebende.
Nell'ordinanza di carcerazione dei 5 ragazzi di Spoleto, due dei quali Michele e Andrea sono ancora dietro i muri delle celle del carcere di Capanne a Perugia, ben 27 PAGINE, sono dedicate alle attività del Gruppo Difesa Ambiente di Spoleto.
La morale è, che chi difende l'ambiente è un terrorista, chi sedendo nel palazzo del potere inciampa in un avviso di garanzia per disastro ambientale è un cittadino indagato con tutte le garanzie che deve avere chi deve essere ancora giudicato.
Intanto l'ambiente continua ad essere devastato dalle decisioni del governo politico del paese e delle città, termovalorizzatori, cioè forni in cui in realtà viene bruciato di tutto e producono diossina, acque rubate, acque dirottate, centri storici e colline cementate.
L'ultima che ci riguarda come cittadini di Spoleto è lo sbancamento del Giro dei Condotti, i colpevoli non si trovano per ora, ma in un passato non troppo remoto c'era già stato chi aveva manifestato interesse ad una via di accesso in quella zona.
Stiamo come ieri, chi fa una scritta su un muro o rompe lo specchietto di una ruspa è un terrorista, chi eleva mostri edilizi nel Centro Storico di Spoleto e sbanca le pendici del Monteluco è portatore di progresso e sviluppo.
Di fronte a ciò raccogliamo le lotte di Michele e degli altri ragazzi arrestati il 23 ottobre, e da ora riprendiamo l'iniziativa in difesa dell'ambiente ferma oramai da quel maledetto giorno.
Coordinamento per l'Unità dei Comunisti
Associazione Culturale Casa Rossa
100 GIORNI IN CATENE
Il 31 gennaio saranno 100 giorni di prigione e isolamento per Michele e Andrea. Manifestiamo per la loro libertà (e per quella di Dario e Damiano agli arresti domiciliari), contro quegli ambienti politici, militari e giudiziari che li vogliono ostaggi di un teorema accusatorio, a sostegno del quale in questi tre mesi sono state messe in piedi azioni spettacolari, presenze inquietanti come quella del Generale Ganzer, accuse prive di ogni fondamento e dichiarazioni politiche impegnative come quelle della Lorenzetti che hanno inquinato e condizionato le scelte dei magistrati.
Michele e Andrea presunti colpevoli, secondo un teorema che li vuole responsabili, dell'invio di una lettera di minacce con due proiettili dentro, alla Presidente della Regione Maria Rita Lorenzetti, sono al 100° giorno di carcerazione, una prigionia che si sostanzia con la mancanza di qualsiasi prova di una loro colpevolezza per questo fatto.
E' questa situazione che mura Michele e Andrea in isolamento nel carcere di Capanne, non altro.
E sono i fatti a dircelo.
L'accusa di terrorismo internazionale (270 bis), farneticante e totalmente inventata, ce l'hanno addosso tutti i 5 ragazzi di Spoleto, ma solo Michele e Andrea rimangono a Capanne. Non è questo quindi che li tiene dentro.
Delle scritte sui muri, del danneggiamento di una ruspa, sono accusati insieme a Michele, Damiano per l'uno e Dario per l'altro, ma solo Michele e Andrea sono a Capanne.
Michele e Andrea perciò da 100 giorni sono dietro le sbarre del carcere perché sono accusati di aver inviato le minacce alla Lorenzetti, e solo perché di questo fatto non c'è prova ne indizio. Se avessero barattato qualche confessione di comodo con la libertà, sarebbero fuori da tempo.
I proiettili alla Lorenzetti sono la madre di tutte le accuse. Attraverso essa passa anche l' "associazione terrorista" perché la lettera era firmata coop-fai, sigla considerata dell'anarcoinsurrezionalismo. Non arrivare al risultato sperato dai giudici e pregiudizialmente plaudito dalla Presidente della Regione significa per gli inquisitori accettare il fallimento del loro teorema accusatorio.
La carcerazione di Michele e Andrea perciò si prolunga al solo scopo di uscire con qualcosa in mano o per lo meno con i riflettori spenti.
Tanto si è parlato di presunzione di innocenza in questi giorni, dopo che uomini e donne importanti e potenti come la signora Mastella sono state arrestate nel corso della lotta senza esclusione di colpi tra poteri dello stato in atto da tempo. Quella presunzione di innocenza invocata dallo stesso Presidente del Consiglio Prodi in tale occasione e della cui stessa garanzia si è autoinvestito, a Michele e Andrea è stata sempre negata come fosse un fatto normale.
Chi li accusa, chi li ha condannati prima del processo, chi li vuole e li sta a questo punto condannando comunque, alla Lorenzetti che ha parlato troppo presto e con la lingua dell'accusa, diciamo oggi che le garanzie della presunzione di innocenza valgono per tutti, e per quello che ci riguarda prima di altri, per coloro che si battono per la difesa dell'ambiente, dei poveri, degli sfruttati, dei diritti dei lavoratori, della libertà.
Michele e Andrea, Dario e Damiano devono tornare liberi subito, chi li accusa, Lorenzetti e Magistrati devono fare un passo indietro.
PRESIDIO PERMANENTE SOTTO I PALAZZI DEL POTERE,
REGIONE, PROVINCIA, TRIBUNALE
DAL 31 GENNAIO AL 7 FEBBRAIO PIAZZA ITALIA - PERUGIA
PER CHIEDERE LA LIBERTA'
DI MICHELE, ANDREA, DARIO E DAMIANO.
Comitato 23 ottobre