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IL COMITATO 23 OTTOBRE
COMITATO DI SOLIDARIETA’ CON I CINQUE RAGAZZI ARRESTATI
PER DENUNCIARE UNA OPERAZIONE ANTITERRORISTA SENZA TERRORISTI
Un’operazione spropositata nei mezzi e negli uomini come si dovesse combattere una cupola mafiosa, un’operazione che ha offeso un’intera città che si è sentita criminalizzata.
Tutto questo di fronte al niente che viene fuori dai documenti su cui si fondano le accuse.
Mentre ci stringiamo in un fortissimo abbraccio ai nostri compagni privati della libertà,
ci domandiamo il perché di tutto questo, chiediamo la loro immediata liberazione, poiché hanno la sola colpa di avere delle idee e di non nasconderle.
Comitato Studenti Medi e Universitari Spoleto
Comitato di Solidarietà e per la liberazione di
Michele, Dario, Damiano, Fabrizio e Andrea
LIBERTA’ PER DARIO, FABRIZIO, MICHELE, DAMIANO E ANDREA
Per denunciare un’operazione antiterroristica senza terroristi.
Il dispiegamento di 108 uomini armati, 4 elicotteri, i ROS dell’antiterrorismo, per portare via 5 ragazzi dalle loro case della nostra città, come fossimo di fronte a una cupola mafiosa.
Spoleto si è sentita criminalizzata, si è ribellata e ha gridato la sua indignazione.
Oggi di fronte al niente che emerge dall’inchiesta ci domandiamo il perché di tutto questo e mentre cerchiamo la risposta, chiediamo l’immediata liberazione dei 5 giovani, la cui unica colpa è quella di avere delle idee e di non nasconderle.
VENERDI 9 NOVEMBRE
GIORNATA DI SOLIDARIETA’ CON GLI ARRESTATI DEL 23 OTTOBRE
Piazza Garibaldi ore 8,30
SCIOPERO GENERALE DEGLI STUDENTI DI SPOLETO – Banchetto (info-point) con raccolta di firme e distribuzione di materiale di controinformazione.
Piazza Garibaldi ore 18,30
FIACCOLATA PER LA LIBERAZIONE IMMEDIATA DEI GIOVANI SPOLETINI Per dare voce alla protesta della città.
Comitato studenti medi, universitari e giovani di Spoleto
Comitato per la liberazione di DARIO, FABRIZIO, MICHELE, DAMIANO E ANDREA
Stampato in proprio via 14 Giugno 26, Spoleto 5/11/2007
Inoltre : MERCOLEDI’ ore 17,30 – 20
GIOVEDI’ ore 17,30 – 20
PIAZZA GARIBALDI - banchetto – info point – per raccogliere firme di solidarietà, fondi per le iniziative e distribuire documenti di informazione su tutta l’operazione e i suoi protagonisti.
9 novembre ore 18,30 Piazza Garibaldi
Manifestazione per la libertà di Michele, Dario, Andrea, Damiano e Fabrizio
Fiaccolata
La Voce e il cuore della Città nelle lettere ai ragazzi arrestati.
Che tutti possano dire, io quel giorno ho voluto esserci per loro, con la mia faccia e la mia coscienza libera.
Perché tutti possano manifestare liberamente le proprie idee senza essere costretti ad aver paura.
Comitato per la libertà di Michele, Dario, Andrea, Damiano e Fabrizio
Comitato studenti Medi, Universitari e Giovani di Spoleto
Stampato in proprio via XIV Giugno 26 Spoleto
9 novembre ore 18,30 Piazza Garibaldi
Manifestazione per la libertà di Michele, Dario, Andrea, Damiano e Fabrizio
Fiaccolata
La Voce e il cuore della Città nelle lettere ai ragazzi arrestati.
Che tutti possano dire, io quel giorno ho voluto esserci per loro, con la mia faccia e la mia coscienza libera.
Perché tutti possano manifestare liberamente le proprie idee senza essere costretti ad aver paura.
Comitato per la libertà di Michele, Dario, Andrea, Damiano e Fabrizio
Comitato Studenti Medi, Universitari e Giovani di Spoleto
Stampato in proprio via XIV giugno 26 Spoleto
E’ UN PROCESSO ALL’ANARCHIA, E’ UN PROCESSO POLITICO A MICHELE FABIANI, ALLE SUE IDEE, ALLE SUE LOTTE.
Quello che era chiaro fin dall’inizio, la natura esclusivamente politica dell’operazione Brushwood, emerge ancora più nettamente dopo la sentenza del riesame.
La sentenza di oggi è stata scritta il 23 ottobre, quando è stata inventata una banda terrorista, al solo scopo di fermare l’attività politica di Michele.
Non altrimenti si spiega una sentenza scritta in poche ore, a fronte della mole di memorie difensive e documenti cartacei e informatici prodotti dalle difese che certamente richiedevano molto più tempo, non solo per essere valutate ma per essere lette.
La liberazione di Fabrizio, i domiciliari a Dario e Damiano, dicono, da una parte che crolla la scena del giorno del complotto in cui si sarebbe deciso l’invio della lettera con le pallottole alla Lorenzetti e con essa il capo G delle accuse, vero asse portante del teorema terrorista; dall’altra confermano il poco rilievo penale delle scritte fatte sui muri di Spoleto.
Ma Michele e Andrea rimangono in carcere. Michele perché è stato da sempre l’obiettivo di questa azione repressiva, con la quale si è voluto colpire le sue idee, le sue battaglie per l’ambiente, le sue relazioni politiche con il mondo anarchico, trasparenti e legittime come risulta da tutti i documenti processuali; Andrea perché amico di Michele e ostaggio di un teorema che per poter funzionare ha bisogno di complici, tanto più dopo che l’operazione antiterrorismo del generale Ganzer si è rivelata priva di alcun fondamento e si basa esclusivamente su: “concordanze terminologiche” e su una intercettazione in cui si parla di soldi (assegni) che per i ROS sarebbero pallottole !!!!! in linguaggio cifrato!!!!
La verità di una operazione fallimentare non può però presentarsi così presto, perché sarebbe un danno per chi su quelle tesi ha speso la sua credibilità, parliamo della Presidente Maria Rita Lorenzetti e del PM Manuela Comodi.
Di fronte ad uno spettacolo che ha fatto fiasco le luci vanno spente una alla volta.
Ci domandiamo allora, quanto dovranno stare in carcere Michele e Andrea per consentire alla gente di scordare questo “sbarco” a Spoleto senza trovare alcuna “arma di distruzione di massa”.
Ci faremo sentire, in tanti modi e tanto forte, per la loro liberazione.
Il silenzio uccide.
Comitato 23 ottobre - per la verità su Brushwood e la libertà di tutti gli arrestati
Gruppo Difesa Ambiente
Associazione Cultuale Casa Rossa
Coordinamento per l’Unità dei Comunisti
RdB-CUB
Aurelio Fabiani – Consigliere Comunale Spoleto
Innocente dei reati che gli sono stati attribuiti, colpevole di avere idee rivoluzionarie, di essere anarchico.
Questa lettera è stata scritta da Michele poche ore dopo l’arresto e subito spedita. Michele ha chiesto che fosse diffusa il più ampiamente possibile; alcuni di noi, illusi che per fare giustizia ci vogliono prove, hanno voluto attendere, sbagliando, il riesame. Siamo a rendere con ritardo la volontà di Michele.
COMITATO 23 OTTOBRE- PER LA VERITA’ SU BRUSHWOOD E LA LIBERTA’ DI TUTTI GLI ARRESTATI.
Il comunicato di Michele Fabiani:Sono Michele Fabiani, "detto Mec", come direbbero i giudici, eh eh.Vorrei che questo scritto girasse il piu' possibile, non so ancora se potrò fotocopiarlo o se dovrò ricopiarlo a mano per cercare di mandarlo il più possibile in giro. Dalla seconda media mi chiamano Mec perchè per spirito di contraddizione tifavo la Maclaren.... e così ho appena scoperto che di sfortune ne ho avute di 2 in 2 giorni: la macchina di Agnelli e Montezemolo vince i mondiali e io finisco in galera.Martedi 23 ottobre 5 brutti uomini dell'arma dei carabinieri (2 erano cosi' brutti che si sono messi il passamontagna) irrompevano in casa mia, la mettevano completamente sottosopra e mi arrestavano con il fascistissimo articolo 270bis (scritto dal ministro Rocco per la buonanima di Mussolini). I reati associativi come l'art. 270 bis e 270 permettono di arrestare qualcuno non per cio' che ha fatto, ma per come la pensa, perchè fa parte di qualche fantomatica associazione che lo Stato decide di non tollerare. Basti pensare che uno di noi 5 rinchiusi in isolamento giudiziario da quasi 4 giorni e da oggi in E.I.V. è accusato solo di aver fatto una scritta su un muro!!! Ci pensate? Tre volanti (a testa), i mitra, i passamontagna dei ROS, la scorta aerea dell'elicottero, le telecamere, il carcere, l'isolamento, l'e.i.v., per una scritta su un muro!!!Sono poi stato portato alla caserma dei carabinieri di Spoleto e poi a quella di Perugia, infine da quella di Perugia al carcere. Il primo momento propriamente comico della messinscena è stato il trasferimento tra la caserma di Perugia e il carcere: il "bravo" agente che guidava la macchina, terrorizzato dal fatto che gli stavano dicendo che da un momento all'altro i miei compagni avrebbero attaccato il mezzo e mi avrebbero liberato (o forse, semplicemente rincoglionito dal mio continuo chiacchierare) si è sbagliato strada e abbiamo fatto 2 volte il giro intorno alla stazione ferroviaria.In carcere mi stanno trattando bene, non mi hanno mai toccato (in tutti i sensi, neanche per gli spostamenti). La cella è molto sporca, c'è un tavolo appeso al muro con un armadietto inchiodato ed un letto inchiodato per terra ed alla parete. Oggi è caduto l'isolamento e abbiamo anche la tv. Resta il divieto di comunicare tra noi, che è la cosa peggiore. Ho visto le immagini del TGR Umbria che eravate fuori durante gli interrogatori: eravate tanti! Sono stato tanto felice, purtroppo da dentro non vi abbiamo sentito.Ho risposto alle domande non perchè io riconosca un qualche valore alla magistratura, ma per il semplice motivo che nelle motivazioni del nostro arresto c'erano scritte talmente tante stronzate che ho ritenuto importante contraddirle subito, pur senza essermi mai consultato con gli avvocati, per la corretta esposizione dei fatti, per la libertà di tutti noi. Talmente tante erano le falsità, le contraddizioni, gli errori grossolani del P.M, che era di importanza strategica distruggerle immediatamente.Nessuno tema o si rallegri: io ero, sono e resto un PRIGIONIERO RIVOLUZIONARIO. Lo ero, un prigioniero ed un rivoluzionario, anche prima di martedi: siamo tutti prigionieri, tutti i giorni. Quando ci alziamo la mattina per andare a lavorare, quando passiamo glii anni più belli della nosta vita sprecati su una macchina, quando facciamo spesa, quando non possiamo farlo perchè mancano i soldi, quando li buttiamo via i soldi per delle cazzate (vestiti, aperitivi, sigarette non c'è differenza) quando guardiamo la tv che ci fa il lavaggio del cervello, che cerca di terrorizzarci con morti, omicidi, rapine (quando in 15 anni gli omicidi sono diminuiti del 70%) così che noi possiamo chiedere piu' telecamere, piu'sbirri, piu' carceri, pene sicure, quando se c'è una pena davvero sicura a questo mondo è quella che incatena lo sfruttato alle sue condizioni.Io non ho mai detto "SONO UN UOMO LIBERO", in pochi possono dirlo senza presunzioni. Se io fossi un uomo libero, andrei tutti i giorni sulla cima del Monte Fianchi, in estate con le mucche e le pecore e in inverno con la neve, e dopo aver raggiunto faticosamente le cime...guardare a nord ovest, la valle Umbra o Valle Spoletino come si diceva una volta, poi a nord est la Valserina e il Vettore quasi sempre liscio dietro, e poi via verso est tutti gli appennini che cominciano da lì, fino a sud dove ci sono quelle meravigliose foreste... E forse, ripensandoci, neanche lì sarei davvero libero. perchè la valle Umbra è piena di cave, di capannoni, di fabbriche, di mostri che devono essere combattuti. Ma mancano gli eroi oggi mentre di mostri ce ne sono anche troppi.Quindi io non sono un uomo libero, il dominio non è organizzato per prevedere uomini liberi Però sono un RIVOLUZIONARIO, un PRIGIONIERO RIVOLUZIONARIO. Proprio perchè io sono un rivoluzionario che mi hanno "formalizzato" la loro carcerazione martedi. io sapevo gia' di essere un prigioniero, prima che un giudice me lo dicesse. Certo, questa prigione è diversa da quella fuori: qui vedi tutti i giorni, in maniera limpida, simbolica e allo stesso tempo materiale quali sono i rapporti di forza del dominio; dove c'è chiaramente e distintamente l'uomo, con i suoi sogni, i suoi amori, il suo carattere, e il sistema, le sbarre, le catene, le telecamere, le guardie Potremmo dire, ironicamente, che da un punto di vista politico-filosofico qui le cose sono piu' semplici: il sistema cerca di annientare l'individuo, l'individuo cerca di resistere.Ovviamente l'uomo qui sta peggio. E' inutile fare retorica. Dopo qualche giorno la gabbia te la trovi intorno alla testa, è come se avessero costruito un'altra piccola gabbietta, precisa precisa intorno alla tua testa. Con il cervello che ragiona ma non ha gli oggetti su cui ragionare, con la voglia incontenibile di parlare e non c'è nessuno, di correre e non c'è spazio, quando mi affaccio alla finestra vedo un muro con altre sbarre, non si vede un filo d'erba, una collina (neanche durante l'aria, che passo solo in una stanza piu' grande), fuori dalla tua gabbia c'è un altra gabbia.La mia paura è che questa sensazione mi rimanga anche quando esco. Che la lotta per non impazzire diventera' il fine della mia vita. Nel carcere "formale" l'uomo combatte contro se stesso, mentre nel mondo fuori il rivoluzionario deve combattere una guerra contro entita' oggettive. La mia paura è che ci si dimentichi di questi 2 livelli di scontro, che anche quando usciro' ci sara' questa gabbia intorno alla testa che mi ............ e mi dice di non prendere a calci la porta della cella e di mettermi ad urlare.Non solo l'uomo antropofizza il mondo, ma in galera l'uomo antropofizza anche se stesso: come distruggiamo le montagne, così qui distruggiamo la nostra mente, costruendo fantasmi contro cui scontrarci. Il rapporto è tutto mentale qui. E' di questo che voglio liberarmi, voglio uscire e continuare ad avere una capacitàdi analisi oggettiva della realtà. Qui questa capacità rischio di perderla.Mentre fuori, innaffiando un seme e facendo crescere una pianta, si ha un'interazione fisica con il mondo qui lo scontro è tutto psicologico. Lo scontro è fisico solo ad un primo livello, con i muri che non mi fanno uscire, ma in realtà la guerra è anche con i nostri fantasmi. I muri sono troppo materiali per essere reali. Sbagliano i marxisti quando riconducono tutto alla materia. La realtà è una sintesi in cui l'uomo colloca se stesso tra il mondo e le sue idee. In galera purtroppo questa sintesi è pericolosamente, patologicamente, troppo incentrata sulla mente.Ai compagni che scrivono che non trovano parole dico di trovarle queste parole che ne abbiamo troppo bisogno. Scriveteci a tutti e 5!!!Vorrei che qualcuno dicesse ad Erika che le mando un bacio.MecUn anarchico in cattivita' 26/10/07
Può un ragazzo così, trasparente, libero di dire quello che pensa, coraggioso da non temere le invidie e le vendette che il suo pensiero scatena, essere lasciato libero di circolare in un paese, dove si muore ammazzati da un uomo in divisa, seduti dentro un’auto con un colpo sparato ad altezza d’uomo, e chi ti ammazza così rimane libero; in un paese dove si muore in una cella di isolamento e l’autopsia dice che la morte è dovuta a percosse che hanno devastato all’interno quel corpo; in un paese dove Bossi può minacciare di volta in volta l’uso di Kalasnikhov e dei fucili del Nord, mentre intanto bruciano campi nomadi e Squadre di Ronde Padane attraversano la notte; in un paese dove i parlamentari di “Destra “ e di “Sinistra” si insultano pubblicamente in modo feroce, con epiteti da bordello, che nemmeno nel più sporco dei marciapiedi verrebbero usati.
No un ragazzo così non può rimanere libero, è pericoloso.
Questo ha deciso il Riesame di Perugia, mentre la PM Comodi tra una telefonata e l’altra, tra una uscita e l’altra dalla piccola aula-tribunale del carcere di Capanne, indifferente a quello che nell’aula accadeva, ruggente, teneva con se questa lettera come un trofeo di vittoria, non sapendo leggere quello che c’è scritto, pensando ancora una volta che quello che anche per la Costituzione Italiana è diritto di ogni cittadino, la libertà di pensare e di scrivere, è reato.
Questa lettera di un ragazzo che si dimostra essere un grande uomo, valga di insegnamento per tutti, per combattere le cose cattive dei piccoli uomini.
A MICHELE IN CARCERE PERCHE’ ANARCHICO E AD ANDREA CHE HA LACOLPA DI ESSERE SUO AMICO, VI TIREREMO FUORI AD OGNI COSTO.
Comitato 23 Ottobre
Operazione Brushwood, una storia di ordinaria repressione, male confezionata ma abbondantemente venduta.
Al Sindaco di Spoleto
Al Commissariato di PS
Al Comando VV UU
CON LA PRESENTE SI COMUNICA CHE IL GIORNO 23 NOVEMBRE SI TERRA’ NELLA CITTA’ DI SPOLETO, UNA MANIFESTAZIONE/CORTEO, A PARTIRE DALLE ORE 16, DAL PIAZZALE DELLA STAZIONE. LA MANIFESTAZIONE E’ PER RICHIEDERE L’IMMEDIATA LIBERAZIONE DI TUTTI GLI ARRESTATI DELL’OPERAZIONE “BRUSHWOOD” DEL 23 OTTOBRE. IL CORTEO SEGUIRA’ IL SEGUENTE PERCORSO, VIALE TRENTO E TRIESTE, VIA FLAMINIA VECCHIA, PIAZZA DELLA VITTORIA, PIAZZA GARIBALDI, VIA ANFITEATRO, VIA CECILI, VIA PIERLEONE LEONI, VIA VAITA DI SANT’ANDREA, LARGO GIGLI, VIA FILETTERIA, VIA TOBAGI, CORSO MAZZINI, PIAZZA DELLA LIBERTA’, CON INTERVENTI FINALI NELLA PIAZZA STESSA.
LA MANIFESTAZIONE NEL SUO INSIEME POTRA’ POTRARSI FINO ALLE ORE 19,30 CIRCA.
COMITATO 23 OTTOBRE – PER LA VERITA’ SU BRUSHWOOD E LA LIBERTA’ DI TUTTI GLI ARRESTATI
SPOLETO 15 NOVEMBRE 2007
Aurelio Fabiani – Consigliere Comunale Spoleto
LIBERTA’
IMMEDIATA
PER MICHELE
E ANDREA
Le idee non si arrestano
Ne si processano
NO AI DOMICILIARI - LIBERI TUTTI !
A un mese dagli arresti
VENERDI’ 23 novembre SPOLETO
MANIFESTAZIONE-CORTEO
Da Piazza della Stazione a Piazza della Libertà
Concentramento al Piazzale della Stazione ore 16
Comitato 23 Ottobre per la verità su Brushwood
Per la difesa dei compagni arrestati a Spoleto il 23 ottobre
Per la verità sull’operazione “antiterrorismo” Brushwood
Attiviamo un’azione collettiva di solidarietà
Contribuiamo Tutti:
CC postale n° 85325504 intestato a Brigori Antonio-Donati Giovanni
L’utilizzo dei fondi raccolti sarà puntualmente e dettagliatamente reso pubblico
Comitato 23 ottobre, per la libertà di Michele, Dario, Andrea, Damiano e Fabrizio
e per la verità su Brushwood
Per la difesa dei compagni arrestati a Spoleto il 23 ottobre
Per la verità sull’operazione “antiterrorismo” Brushwood
Attiviamo un’azione collettiva di solidarietà
Informiamo che durante la fiaccolata del 9 novembre sono state raccolte 563 euro per la difesa.
LIBERTA’ IMMEDIATA PER MICHELE E ANDREA
Le idee non si arrestano e non si processano
NO AI DOMICILIARI - LIBERI TUTTI !
A un mese dagli arresti
VENERDI’ 23 novembre SPOLETO
MANIFESTAZIONE-CORTEO
Da Piazza della Stazione a Piazza della Libertà
Concentramento al Piazzale della Stazione ore 16
Comitato 23 Ottobre per la verità su Brushwood
Per i compagni che vengono da Roma e vogliono utilizzare il treno, il tempo di percorrenza Roma-Spoleto è molto breve, un’ora e 15, un’ora e 40 al massimo, a seconda dei treni.
Poiché il concentramento per la Manifestazione, nel Piazzale della Stazione è alle ore 16, l’ultimo treno utile con partenza da Roma è alla 14,14R con arrivo a Spoleto alle 15,46.
Prima ci sono treni con questi orari 12,14R-12,30R-13,46eurostar.
…………………
Per il ritorno, ci sono treni alle ore 18,23R, 18,56eurostar, 19,16R, 20,04eurostar, 21,22R.
Comitato 23 ottobre per la verità su Brushwood
Per la difesa dei compagni arrestati a Spoleto il 23 ottobre
Per la verità sull’operazione “antiterrorismo” Brushwood
Attiviamo un’azione collettiva di solidarietà
Contribuiamo Tutti:
CC postale n° 85325504 intestato a Briguori Antonio-Donati Giovanni
L’utilizzo dei fondi raccolti sarà puntualmente e dettagliatamente reso pubblico
Comitato 23 ottobre, per la libertà di Michele e Andrea,
No ai Domiciliari – Liberi tutti !
LA SENTENZA DEL RIESAME CONFERMA E DEFINISCE IL MODUS OPERANDI DI ROS E PM, LA PRESUNZIONE DI COLPEVOLEZZA.
CONFERMA
Non ci sono prove e neppure indizi, si rimane in carcere con sillogismi, con operazioni semantiche e affinità lessicali.
Il sillogismo: la COOP-FAI è una sigla dell’anarchismo, Michele e Andrea sono individuati come anarchici, Michele e Andrea sono colpevoli.
L’operazione semantica: Michele e Andrea parlano di soldi, i ROS separano il significante ( la parola ) soldi dal significato (la cosa concreta di cui si parla) assegni, e gli attribuiscono arbitrariamente un altro significato, pallottole.
L’operazione lessicale, “c’è corrispondenza terminologica” tra quello che scrive il Gruppo di Difesa Ambiente di cui Michele fa parte e passaggi contenuti nella lettera di minacce alla Presidente della Regione.
DEFINISCE
Si articolano le posizioni e si focalizzano gli obiettivi. L’associazione terroristica non c’è, quasi tutti tra loro praticamente non si conoscono. Questa realtà è di una evidenza inconfutabile. Le poco significative “azioni” individuate, scritte sui muri e un danneggiamento, sono ammesse fin dal primo interrogatorio.
Non può il riesame che alleggerire le misure restrittive per Dario e Damiano.
Fabrizio è stato tirato dentro senza alcun motivo, la perquisizione a casa sua non ha dato luogo agli effetti sperati, non può che essere scarcerato.
Perché Michele e Andrea rimangono dentro ?
Perché sui due episodi che sono rivendicati dalla COOP-FAI non c’è nessuna prova e Michele e Andrea non possono confessare quello che non hanno fatto.
E’ il non confessare quello che i giudici vogliono che li tiene dentro. I giudici in tutta evidenza utilizzano la custodia cautelare per ottenere una confessione impossibile nella presunzione di colpevolezza che si sono fatti di Michele e Andrea, a prescindere dalle prove.
In uno stato di diritto, democratico, vige la presunzione di innocenza non di colpevolezza. E’ un segno di inciviltà e di mancanza di giustizia agire in senso contrario.
Non ci sono prove Michele e Andrea devono tornare liberi subito.
COMITATO 23 OTTOBRE – PER LA VERITA’ SU BRUSHWOOD
Stampato in proprio via XIV giugno 26, il 23 novembre 2007
LA VERITA’ ALMENO SUI NUMERI DELLA SOLIDARIETA’
Dopo che alcuni giornali ( non tutti ) il giorno dopo la fiaccolata per la libertà dei cinque ragazzi arrestati il 23 ottobre, avevano riportato che 100 persone avevano partecipato all’iniziativa; mentre erano state prese 197 candele, e in tantissimi, forse altrettanti, erano senza ( fatto facilmente verificabile nei vari filmati e foto dell’evento ) a causa della insistente pioggia, ci siamo detti, questa volta ci contiamo, e così abbiamo fatto.
E abbiamo fatto bene, perché basandosi su quanto riferito dalla polizia ( a che ora ? dove ? ) alcuni giornali parlano (ancora) di 100 partecipanti al corteo.
Le cose stanno invece così, i presenti al corteo, contati uno ad uno, all’altezza di Piazza Collicola erano 252, dai bambini di 6 anni ( ce n’erano anche un paio in carrozzina ) fino alle signore di 70 anni. Se a questi aggiungiamo alcune decine di persone, soprattutto anziani e parenti degli arrestati, che ci sono venuti a salutare e abbracciare al Piazzale della Stazione, ma che non se la sono sentita di fare tutto il percorso, e chi per motivi legati agli orari di lavoro ci ha atteso direttamente a Piazza della Libertà, non diciamo nulla di diverso dal vero che alla manifestazione hanno partecipato circa 300 persone.
Sappiamo bene che questa è una questione non molto importante.
E’ veramente triste però constatare che anche su di un aspetto come questo, non ci sia neanche quella attenzione che la cosa merita, bastava contarli, non è poi così difficile.
Crediamo in particolare che meritino rispetto, quelle persone, anche di una certa età, certamente non abituate a stare in mezzo a bandiere rosse e nere, e dietro a volumi acustici frastornanti, che facendo forza a se stesse sono volute stare in mezzo a tanti giovani che urlavano parole di libertà.
Pensare che la loro fatica non abbia avuto riconoscimento “ufficiale” e come in una foto ritoccata possono essere stati “cancellati”, dalla scena di cui sono stati protagonisti con l’umano bisogno dire io c’ero per voi ragazzi, è brutto e lascia la bocca amara.
COMITATO 23 OTTOBRE – PER LA VERITA’ SU BRUSHWOOD