Libertà per Michele


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OTTOBRE

IL COMITATO 23 OTTOBRE

comunicato di solidarietà con i 5 arrestati e presidio per venerdì mattina

Dopo l'inaccettabile arresto dei cinque ragazzi spoletini, sentiamo forte la necessità di costituire un Comitato di solidarietà, per difendere i loro diritti e denunciare l'incredibile montatura mediatica e giudiziaria, totalmente sproporzionata rispetto alla reale entità dei reati contestati.Pertanto chiediamo:- la scarcerazione immediata;- il rispetto del diritto alla difesa (art. 24 della Costituzione italiana: "Tutti possono agire in giudizio per la tutela dei propri diritti e interessi legittimi. La difesa è diritto inviolabile in ogni stato e grado delSono assicurati ai non abbienti, con appositi istituti, i mezzi per agire e difendersi davanti ad ogni giurisdizione. La leggedetermina le condizioni e i modi per la riparazione degli errori giudiziari." ), in quanto è stato loro impedito di parlare con un legale fino all'interrogatorio di garanzia di venerdi 26 ottobre 2007;- l'incolumità fisica durante la detenzione;- una chiara e reale esposizione dei fatti da parte dei media;- l'abrogazione dell'art. 270/bis (Associazioni con finalita' di terrorismo e di eversione dell'ordine democratico) in quanto mutuato dal codice fascista Rocco per limitare la libertà di associazione politica. fine di dimostrare la nostra solidarietà agli arrestati, abbiamo indetto un presidio davanti al carcere di Capanne (lungo la strada Pievaiola che va da Perugia a Tavernelle) il giorno venerdì 26 ottobre alle ore 10:30.Comitato di solidarietà con i 5 arrestati di Spoleto



RIFACIMENTO DELLA “STORIA DELLA COLONNA INFAME” DI ALESSANDRO MANZONI
UN NUOVO COPIONE PER UNO SPETTACOLO DA MANDARE IN ONDA SU TUTTI I TG D’ITALIA.

Critica al procedimento dell’autore e considerazioni finali.
L’autore di questo rifacimento di una storia così vecchia ha iniziato il suo lavoro attribuendo 4 piccoli fatti di cronaca locale ( le armi dei criminali nel racconto sono, un accendino, una bomboletta spray, un bastone impregnato di liquido infiammabile ) a 5 ragazzi di idee anarchiche in un modo così preciso, individuando per ogni azione un numero definito di persone, con un procedere quindi non credibile nella costruzione del copione, perché sarebbe come se i presunti protagonisti delle azioni narrassero dall’interno e in prima persona i fatti commessi.
In realtà la narrazione è esterna e perciò questo procedere non risulta credibile. Poi l’autore ha accostato l’episodion della lettera con le pallottole alla Presidente a questi fatti, attribuendo, anche qui, in modo definito e individuato, delle precise responsabilità. L’arbitraria giustapposizione è però così evidente e immotivata che la costruzione del racconto non regge affatto.
Infine ha rappresentato senza il minimo senso delle proporzioni e del pudore, e in modo, dal punto di vista del realismo della narrazione, ridicolo, questi “attentati” come dimostrazione dell’esistenza di una organizzazione terroristica che vuole sovvertire l’ordine democratico.
Poi il finale pirotecnico.
La narrazione finisce con la sequenza delle forze del bene che dispiegano tutta la loro potenza militare per arrestare i cattivi, che il lettore immagina un po’ Bin Laden e un po’ Provenzano, come le armi micidiali messe in campo lasciavano capire. Poi le immagini finali, il giubilo delle forze sane del paese, il senso di scampato pericolo, e i ringraziamenti, da TG a TG. Però il lettore si smarrisce non poco di fronte a quest’ultima parte del copione; perché spaventato da uomini mascherati, mitra spianati, sirene spiegate, elicotteri minacciosi, esclama con il cuore in gola, Dio mio che sarà successo ! Poi vede ammanettati tra una infinità di macchine da guerra, alcuni ragazzetti nelle cui casse sono stati sequestrati pericolosissimi libri.
La Presidente ormai salva parla la stessa lingua del fascista, ringrazia i suoi paladini, cinica e sollevata.
Perché ?
Viene subito da dire, brutto sto libro, ma chi l’ha scritto !
E allora il lettore pensa e tra se dice che da una storia scritta così male, che non sta in piedi, quale morale si può trarre, ache cosa può servire.
La Presidente rafforzata nella sua immagine continua a fare quello che ha sempre fatto. Si spengono le luci intorno alla Presidente e ai suoi uomini.
Intanto i piccoli anarchici che giustamente pensano di rovesciare questo piccolo mondo, da esso sono stati presi prigionieri., e come gli untori di ogni epoca e paese aspettano impotenti la loro sorte, che non sarà quella di essere squartati come un tempo, ma quella di essere divorati dai media. Un tempo la gerarchia dei poteri era diversa e quello militare era il primo. Oggi il quarto potere è il più forte di tutti.
O forse no i pericoli di una soluzione militare ci sono sempre. Nel carcere di Perugia di Capanne, dove i 5 “mostruosi” combattenti per la libertà sono rinchiusi, due domeniche fa Aldo Branzino di Città di Castello entrato sanissimo in cacre è stato trovato morto. Gli esiti della perizia sono, gravissime lesioni internne sia a livello epatico che cerebrale, dovute ad un pestaggio subito, fatto con armi improprie, scrivono i giornali, inflitte volontariamente.
Coraggio giovani compagni, tutta la città è con voi.

Da una parabola sulla (della) democrazia nel XXI scecolo
Aurelio Fabiani, Consigliere Comunale Coordinamento per l’Unità dei Comunisti, Associazione Culturale “Casa Rossa”



Caro Michele,
quella notte, quando cercavo di spiegare ai tuoi fratelli perché durante la notte si fossero dovuti svegliare e rimanendo nei loro letti e assistere impotenti alla scena di due uomini ( uno dei quali con il passamontagna in viso ) che nella loro stanza aprivano il loro armadio e leggevano le loro cose, beh mi è venuto in mente di raccontargli quello che mia madre mi raccontava di suo padre………che in un altro tempo ma sempre in questa città, sempre di notte veniva prelevato, così come si trovava, dalla sua casa, per esservi poi riportato……….diverse ore dopo.
Era un altro tempo, mio nonno manifestava apertamente le sue idee che non collimavano con quello che allora era l’ordine costituito.
Ti voglio bene e spero che questo mio paragone ti renda orgoglioso così come io lo sono di te.

Luciana



STANNO GIOCANDO CON LA VITA DI MICHELE, DARIO, FABRIZIO, DAMIANO E ANDREA.
La partita politica senza scrupoli
, che mette in gioco la vita dei 5 ragazzi arrestati la notte del 23 ottobre a Spoleto, e che sin da subito si è iniziata a giocare con le dichiarazioni imprudenti della Presidente Lorenzetti, di grande felicitazioni per l’operazione del Generale Giampaolo Ganzer, che hanno avuto il chiaro significato di una condanna preventiva; fermata e messa a tacere dall’enorme solidarietà manifestata dalla città ai 5 giovani e insieme dalle prese di posizione, generali e univoche di condanna dei mezzi usati dai ROS e dell’uso spettacolare che se ne è fatto sui mezzi di informazione, arrivando alla dichiarazione unanime del Consiglio Comunale di Spoleto, è ripresa.
Il quadro accusatorio per le accuse gravissime formulate, che non trova riscontri di prova, sta provocando alcune reazioni che non possono non preoccupare chi si sta battendo con ogni energia per la libertà dei 5 ragazzi.
Dal 31 ottobre il giornale
“Il messaggero” ha imboccato una strada fino a lì non percorsa, di articoli che un tempo si sarebbero detti “forcaioli”, con un linguaggio da trincea, con l’identificazione dei soggetti della vicenda con coloriture guerresche, ridicole quanto pericolose, e con affermazioni false e calunniose che non possono essere certo usate se non di fronte a sentenza definitiva. Il tutto con l’utilizzo di materiali documentali riservati, violando il segreto istruttorio, e utilizzati in modo da stravolgere completamente il loro significato documentale.
Oggi 2 novembre, la notizia di una circolare di
Alleanza Nazionale che giustificando controvoglia i Consiglieri Comunali di Spoleto indica una linea da tenere in tutti Consigli della Regione, “nessuna solidarietà ai famigliari” a sostegno dell’operazione dei ROS ( quindi a prescindere dal giudizio che si ha dei fatti ) e che si conclude in modo vergognoso con queste parole: “ dovendosi evitare all’esterno pubblici distinguo e spiacevoli chiamate in causa del nostro Partito in atteggiamenti sconvenienti ed elettoralmente non paganti. Perugia, 30 ottobre 2007 - Il Presidente Provinciale, Andrea Lignani Marchesani”.
Di fronte a questa dura vicenda in questi giorni sono venuti fuori uomini e no. C’è chi ha raccontato i fatti e li ha commentati come in un paese civile si impone lasciando ai magistrati il compito di giudicare, c’è chi ha sentito come l’intera città di Spoleto la stonatura di tanto “zucchero messo in una piccolissima tazzina di caffè” e in sintonia con la città non lo ha voluto nascondere, rinunciando al qualsivoglia convenienza politica e tra questi alcuni esponenti della destra spoletina; c’è poi chi per paura o per calcolo si è astenuto dal parlare, c’è chi pur svolgendo un ruolo politico di primo piano a livello regionale nella sinistra “radicale” ha invitato chi ha avuto il coraggio di mettere la faccia in questa storia, a stare zitto “perché hanno le prove”, e c’è chi ha tentato di trarne tutto il succo che può portare, come dichiarazioni pubbliche e lettere riservate confessano.
Il succo però è la libertà dei nostri ragazzi. Ogni azione deve essere giustificata e tanti passamontagna ed elicotteri e il poco dire ma forte da luoghi forti ha bisogno di conferme, pena il venir meno di ogni credibilità.
E’ un momento delicato, chi li vuole in galera per le più diverse ragioni lo ha capito, tutti coloro che si sono battuti per la libertà, di Michele, Dario, Fabrizio, Damiano e Andrea sono chiamati a continuare con la forza della loro ragione e dei loro sentimenti la battaglia per tirarli fuori dal tritacarne dei poteri che contano, dove li hanno messi.


Antonio Briguori Associazione Culturale Casa Rossa
Giancarlo Donati Associazione Culturale Casa Rossa
Ettore Magrini RdB-CUB
Luigi Fucchi RdB-CUB
Aurelio Fabiani Coordinamento per l’Unità dei Comunisti
Carlo Romagnoli Coordinamento per l’Unità dei Comunisti


Il documento integrale di AN Lignani Marchesani è su www.tuttoggi.info
SABATO ORE 17,30 PRESSO ASSOCIAZIONE CULTURALE CASA ROSSA RIUNIONE PER ORGANIZZARE LE INIZIATIVE A SOSTEGNO DELLA LIBERAZIONE DEGLI ARRESTATI DEL 23 NOVEMBRE.
OGNUNO PUO’ CAPIRE DA SE QUANTO E’ IMPORTANTE PARTECIPARE.






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