Menu principale:
Lettera del 3 luglio 2008
Caro Michele
mi chiamo Anna, vivo a l\'aquila e sono tanto anziana da essere nonna... volevo solo dirti che ti porto nel cuore, te e tutti quelli che come te soffrono ingiustamente. tutti quelli che come a te negano la libertà, tutti quelli che come te non possono esprimere le proprie idee liberamente.Questo non è più un paese civile. Siamo arretrati in una barbarie senza precedenti, eretta su pilastri di razzismo, violenza e repressione.Andrò a genova il 20 luglio. Mi sembra sia partita proprio da lì la sospensione di tutte le regole democratiche, l\'annullamento di tutti i diritti a vivere, crescere, amare e lottare.
Un forte abbraccio
Anna
Lettera del 3 luglio 2008
Ho comprato per caso sulla Piazza di Spoleto il suo libro e ne sono rimasta illuminata.A suo tempo, prima di partire per Panama, parlai brevemente con suo padre. Anche lui un personaggio indimenticabile.Io no so cosa dirle ne\' cosa ofrirle perche\' la sua storia la conosco poco, ma posso darle solo il mio cuore di madre e un\'ammirazione illimitata per cio\' che scrive con le parole e con la sua vita stessa.Anch\'io, come lei, mi trovo dempre di piu\' a scegliere l\'anarchismo (?). Tutte le altre persuasioni politiche mi sembrano vuote e poco intelligenti e troppo facilmente elaborabili dagli strumenti econopolitici di cui siamo vittime.\\Sono italo-americana, ho sessantasei anni e vivo circondata di verde e di animali esotici.Il suo martirio deve essere molto difficile, soprattutto perche\' lei si trovera\' circondato da gente che non capira\' mai i suoi \"perche\'\" e quello che lei rappresenta.Se le puo\' dare una piccola felicita\', io l\'ammiro molto e prego per lei,
Letizia
Caro Michele,
ho ricevuto la tua cartolina dove prima di ogni altra cosa mi dici:"Ciao Vittoria ti mando un grandissimo abbraccio a testa alta e a pugno chiuso dal carcere di Sulmona!!!"E' dal 23 ottobre che non ci vediamo e non ci sentiamo caro giovane compagno, è dal 23 ottobre che non abbiamo una bella discussione.E' passato l'inverno ed ora siamo quasi in estate.Sono più o meno otto mesi.Come sai non sono potuta venire al presidio di Sulmona, ho visto la foto del carcere in cui stai rinchiuso Michele, però, e sulla foto c'era scritto" Michele attualmente è prigioniero dietro ad una di queste finestre"; sullo sfondo c'erano i monti e in alto il cielo con le nuvole bianche e al di sotto dei monti e del cielo il carcere grigio come un pugno nello stomaco.Ad ottobre avevo visto la foto di quando i vestiti uguale e gli incappucciati ti erano venuti a portare via e avevi la faccia smarrita e allo stesso tempo incazzata di tutti i compagni che ho visto portare via, si, lo so, pure per esperienza personale, si da per scontato che quel momento, primo o poi arriverà, però quando arriva ti incazzi tanto lo stesso.Quella è l'ultima immagine che ho di te.Per il resto mi immagino la tua giovinezza reclusa dalle sbarre, le porte che si aprono e si chiudo, gli orari dei pasti e dell'aria scanditi dai guardiani, le tue partite a scacchi o a calcetto, tu che studi, tu che vai al colloquio: mi immagino, Michele, posso solo immaginare: ci sono le sbarre, i fili spinati, i muri, le celle che ci separano materialmente.Certo l'eco di quello che succede fuori, nella così detta non galera, anche se distorto ti sarà arrivato.Sai che stiamo nella monnezza fino al collo in tutti i sensi.Sai che si da la caccia ai Rom, che si pigliano a calci le ragazze Rom incinte che chiedono l'elemosina, che si bruciano i campi nomadi.Sai che c'è il reato di clandestinità, che si respingono i migranti, che si torturano nei lager di espulsione.Sai che tanti rifugiati saranno rimandati ai loro boia perché i boia facciano il loro mestiere.Sai quello che è successo nella clinica Santa Rosa di Milano, dove persone per lo più anziane venivano operate senza necessità per avere i rimborsi del servizio sanitario, beh, dallo scandalo delle sacche di sangue infette, alle valvole cardiache fasulle fino alle operazioni che non servono: quando si è merce si è merce!!!!Sai che in giro per il mondo ci sono le rivolte della fame, pure se il cibo non manca, ma non per tutti! infatti si continuano a distruggere prodotti agricoli.Sai che pure qui stringiamo sempre più la cinghia e che viviamo col terrore di finire come Rom peggio dei Rom.Sai che ,dopo tutti i pianti sui morti per lavoro e di lavoro, la UE ha presentato il nuovo piano di orario di lavoro!" su richiesta del lavoratoresi può arrivare fino 60 ore settimanali, 65 per i contratti a termine" su richiesta del lavoratore perché sono democratici! dimmi te con la fame che c'è chi accetterà di fare solo le 48 ore.Comunque aspettiamo la decisione finale del parlamento europeo in seduta plenaria, forse invece di 60 si trova la mediazione di 58? Tanto numero pari è!Sai pure che si fa un gran parlare di intercettazioni, che sono esagerate esagerate assai!!!!quelle per loro, è logico, di noi possono sentire tutto:le cose serie, gli scherzi, cucire cose serie con gli scherzi: taglia cuci, e incolla; modifica seleziona copia e incolla!!!Allora io di fronte a tutto questo mi dico.Ma è" normale" che Michele sta in galera!sono "cose normali di un paese capitalista normale"!!!No, chi cazzo devono mettere in galera?Se non noi?Se non noi che lottiamo contro tutto questo schifo?Se non noi che diciamo a TESTA ALTA: ma siete proprio la monnezza della monnezza, compagni diamoci una ripulita da tutta questa monnezza!Non se ne può più di questi miasmi!Questo me lo dico colla testa, ma nel cuore mi resta la ferita di saperti rinchiuso, di non sentirti, di non vederti, di non ridere insieme e litigare pure!Ora è vero che: giusto, non giusto, giustizia, giustezza, giustamente, ingiustamente sono nonsense, solo dei nonsense; ma io vorrei sapere perché di fronte alla tua giovinezza ferita io sento un dolore che rivendica una Giustizia Altra,che non ha nulla a che vedere con codici e leggi ma solo con la vita, l'amore e la bellezza.Nessuna esortazione Michele,solo una gran vicinanza e complicità intera.Questa volta la lettera non te la mando a via Lamaccio n.21 Sulmona, Michele, te la mando in rete, perché se la rete è una coscienza e unaintelligenza collettiva, voglio condividere con i compagni questo mio colloquio con te.Ti mando un abbraccione pure io Mece sempre a pugno chiuso!
Vittoria
**************************************************
UN CALDISSIMO ABBRACCIO AL CARO MICHELE.LIBERATELO SUBITO,E SUBITO È GIÀ TARDI. LIBERATEVI DI QUESTA VERGOGNA! CONOSCO MICHELE SOLTANTO PER VIA EPISTOLARE, E MI SONO MOLTO AFFEZIONATA A LUI. A TALE PROPOSITO, NON RICEVO SUE LETTERE DA PARECCHIO, NONOSTANTE IO GLI SCRIVA OGNI DIECI GIORNI CIRCA. MI PIACEREBBE AVER SUE NOTIZIE RECENTI. COME SI FÀ A FIRMARE LA PETIZIONE? DAL BLOG NON SONO RIUSCITA. CARI GENITORI E NONNI DI MICHELE, VI SONO MOLTO VICINA. SO BENE COSA STATE VIVENDO,PER ESPERIENZA PERSONALE. CORAGGIO, E CE NE VUOL TANTO! SE POTETE, PORTATE A MICHELE IL MIO ABBRACCIO, E RACCOGLIETE QUELLO CHE DÒ A VOI.
IRENE
MAMMA
********************************************
Bunny 11 Mar 2008 at 23:27
Sono la migliore amica di Michele, anch io indagata con avviso di garanzia da parte della procura di Perugia.Michele si è sempre battuto contro le ingiustizie e meno di un anno fa era fuori al carcere d Sulmona a manifestare per la libertà e contro il carcere duro le condizioni di isolamento praticate proprio all’Aquila.La sua voce era pulita, la sua non era (contro)informazione, ma la speranza di coinvolgere altre persone, come voi, a riflettere sulla situazione che vivono uomini non così lontani come cercano di farci credere.Io oggi sono qui.Lui no.Ma il fatto che io abbia trovato questa discussione dimostra che tutto è successo per qualcosa.Michele aveva 20 anni, e non aveva mai fatto del male a nessuno.Lui non aveva niente da nascondere, ma la sua purezza era scomoda, dovevano trovare un modo per sporcare la sua immagine.Pochi come lui si impegnano a tal punto e così evidentemente per quello che credono,a un età così innocente, specialmente se si tratta di una cosa non egoistica.Per lui la giustizia e la libertà venivano prima di tutto…prima dello studio, prima della carriera, prima della sua stessa esitenza forse;o almeno, è così che l ho conosciuto.L’ho visto crescere con me negli anni,da anarchico materialista a sognatore, da filosofo egoista a cavaliere,quasi come un eroe romantico del nuovo millennio, purtroppo per noi però, il suo esilio oggi è un isolamento forzato.Ora più che mai lui è diventato simbolo di come la democrazia di questo paese si pone rispetto a chi più di tutti si vale per la libertà di espressione, oltre all’ ambiente e alla libertà di altri a cui lui non doveva nulla, ma semplicemente per la salvaguardia delle libertà dell’uomo, e delle libertà individuali e politiche.Io ggi lo ammiro più che mai, e ringrazio chiunque si interessi della situazione di oppressione di cui lui è vittima, e ne diffondano la conoscenza.Lui è sempre stato in prima fila.Sotto la luce del sole a gridare quello in cui credeva.Ora è lì perchè non sia più in grado di farlo
io accuso e rigetto chi ne è responsabile, e chiedo la sua scarcerazione immediata
Bunny
Vi riporto una e-mail inviatami da uno dei visitatori del sito.A mio avviso questa e-mail è bellissima."Ho letto navigando su internet l'arresto del giovane Michele Fabiani. Dopo aver letto le modalità, ne sono restato indignatoe come me tutte le persone con le quali ne ho parlato.Mio nonno era un avvocato di prestigio di cultura liberale, ma sotto il fascismo difese due anarchici rei - a dire dell'accusa di aver aggredito un esponente del regime (se non ricordo male addirittura di tentato omicidio). Ebbene il tribunale fascista di Livorno li assolse, non per non aver commesso il fatto, ma perchè ispirato da "alti ideali" e nobili motivazioni umanitarie per le vicende da cui era scaturita la reazione dei due anarchici. Forse allora quel regime è - stante quanto è capitato oggi - da considerarsi più democratico di quello odierno ?"
espresso da Cloroalclero alle 22:38 categoria AllaGermanoMosconi, cose fallaci, amici, materiale escrementizio, , feci umane, Italia
Sono incazzata nera. Leggendo le notizie di oggi, apprendo che il papà dei due bambini, Ciccio e Tore, di Gravina di Puglia, resta in carcere. Perchè, secondo la Procura, sussisterebbero indizi probanti della sua colpevolezza e “puo’ uccidere ancora”.
Ora: l’autopsia ha stabilito che uno è caduto accidentalemnte nella voragine. L’altro bimbo, sperando di salvare il fratello, si sarebbe calato attaccandosi agli appigli, per andarlo a prendere e successivamente non sono piu’ riusciti a tornare su.
Cio’ in un luogo notoriamente frequentato da bambini e giudicato nella comunità come un luogo pericoloso. Ubicato a poche centinaia di metri dalla piazza principale del paese, luogo peraltro, malamente ispezionato da chi era preposto a farlo, che lo ha segnato come “visto” ma in realtà l’ispezione stessa non era stata abbastanza accurata da trovare cio’ che si cercava (la cosa è appurata perchè il luogo era segnato dalla bomboletta degli inquirenti).
Praticamente, gli “indizi” contro il Pappalardi sono 1) un’intercettazione in cui lui dice alla compagna “Se dici dove sono i bambini MI ammazzo” (ce ne sono anche altre, ma così soggette ad intepretazione che solo un colpevolista a priori poteva considerarli indizi) e 2)la testimonianza di un ragazzetto (con cui il Pappalardi aveva litigato) che lo indica come responsabile di aver fatto salire in macchina i due figlioli ad una certa ora compatibile col delitto.
Con questi indizi, il Pappalardi resta in carcere. Perchè potrebbe “uccidere ancora”.
In un contesto nazionale dove la AnnaMaria Franzoni, con una condanna di 30 anni sul groppone , confermata in appello, per aver preso a martellate il figlioletto di 3 anni, non solo gira libera come un fringuello, ma ha anche la patria potestà (e la responsabilità) dei suoi altri tre figli piccoli.
La differenza tra Franzoni e Pappalardi è che lui è seminalfabeta (pretendere che conosca i tempi dei verbi è irrazionale, per cui il credito che danno alle intercettazioni è eccessivo) e lei è ricca. Non ho altro da aggiungere.
Ma c’è un altro caso in cui la giustizia si accanisce come all’epoca di Tommaso Campanella, che per 27 anni stette al gabbio, evitando la forca solo perchè il papa credeva che fosse VERAMENTE uno stregone (e forse lo era), e sono i reati di opinione.
Con MIchele Fabiani ci discussi, ricordo, una sera per chat. Avevo appena finito di leggere il suo libro “il razionale e l’assurdo” dove esprimeva che il tratto caratteristico, e antropologicamente incline all’autoritarismo, della cultura occidentale, era il “soggettivismo” implicito nella filosofia da Socrate in poi.
Io non ero d’accordo, e gli esposi le mie ragioni, che lui controbattè efficacemente.
Mi trovai a discutere con un ragazzo di 17 anni (io ne avevo 42) straordinariamente paziente ed interessato alla conoscenza e alla comunicazione. Onesto nell’argomentare e nel capire quello che volevo esprimere. Schietto nell’ammettere i suoi errori. Preparato, soprattutto. Forte di un amore per la Filosofia che lo aveva spinto a porsi con tutto se stesso, per quel che puo conoscere uno di 17 anni di se stesso, con una percezione del tempo e della storicità che stava vivendo che si traduceva, con la naturalezza e la limpidezza dei 17 anni, in un eccellente cervello, in razionalità.
Da allora comunicammo, in chat e su Indymedia, di cose politiche e filosofiche. Poi “me ne andai” (leggi: mi sbatteron fuori da Indy) e finito. Non ebbi con Michele più contatti.
Oggi scopro che sta in carcere. Che quello che l’ha messo al gabbio è questo qui , che i suoi avvocati hanno dimostrato che non puo’ essere che sia stato lui a spedire le pallottole al politico perchè era al mare, e che però gli hanno montato addosso una storia assurda che lo seppellisce al gabbio di sulmona, noto come un carcere dove “l’è mej murì”, guardato a vista e isolato notte e giorno.
Michele sta a regime duro dal 23 ottobre “per aver spedito dei proiettili ad un politico” quando gli avvocati han dimostrato che non è stato lui.
Nello stesso paese dove Anna Maria Franzoni è libera e Cuffaro pure, con 5 anni sul groppone.
Questa è la stessa Italia che tenne imprigionato Tommaso Campanella per stregoneria ed eresia. Non è cambiato nulla. Come allora “i signori” in galera non ci entravano. Gli analfabeti o i filosofi (poveri) sì.
ps: 1)ho scritto anche a Beppe Grillo 2)se Michele uscisse la prima cosa che gli direi è vattene dall’Italia. Non ti merita. 3)Fate un banner e divulgatelo sui vostri blog. Io non sono capace. Le foto sono su: http://liberatemichele.blogspot.com/ 4)Le storie alla fine, cos’hanno in comune? un potere oscuro, altrochè positivo, imperscrutabile, arbitario, legato piu’ ai singoli che alle regole. Un potere vestito di una tetra rigidità illuminista, che ignora le piu’ fondamentali essenze legate all’immedesimazione nella stessa umanità e al buon senso. Un potere che ha aggiunto, all’autoritarismo passato, la marciscente ipocrisia della “positività” laica e razionale. Ed è impestato, piu’ che mai, dalla melma della mistificazione.
Sphere: Related Content
LETTERA PROVENIENTE DALLA SPAGNA
Hola gente di sana utopia
vi scrivo per chiedervi informazioni riguardo a michele.
Sono Paola, Aldo mi conosce, ci siamo visti a Perugia, al Circolino, quando
ci furono le giornate anticlericali ed il concerto di Alessio Lega.
Arrivavo da Madrid,dove sono ancora.... questo giusto per darvi dei
connotati che vi facilitino capire chi sono.
Qua in spagna gira la notizia di michele, ognun@ di noi fa quel che puo per
controinformare sulla sua situaizone e per fargli arrivare la nostra
solidarietá.
I muri della cittá, qui come immagino anche in umbria, parlano di
Michele.....
Vi mando un elenco di siti spagnoli su cui circola la notizia di michele,
ed in allegato vi invierò il volantitno di una chiamata alla solidarietá
con i / le compagni/e anarchici in carcere .
Avrei voluto inviare una lettera a michele con queste informazioni ma
vorrei evitare di darle anche ai suoi (nostri) aguzzini.
Vi sarei grata poteste fargli arrivare questa notizia, e tutta la
solidarietá dei e delle compagne residenti della penisola iberica.
Mi stringo alla sua faiglia, agli e alle amiche, a tutti quelli e quelle
che lottano.
LA SOLIDARIETÀ È UN'ARMA, E LA STIAMO USANDO!
Salute e anarchia
Pao
Siti e Blog su cui circolano informazioni su michele
www.antiimperialista.org
www.nodo50.org
www.valenciallibertaria.org
www.indymedia.org (Madrid e euskal herria)
www.alasbarricadas.org
www.informa-azione.org
www.puntodefuga.org
www.klinamen.org
BLOG
cruz negra anarquista de caracas
grancircomundial
periodico anarquista agitacion
la casika
fael-unextrano
PRESIDIO A SULMONA
Domani ( 5 apr.2008) si terrà un presidio in sua solidarietà davanti al carcere di Sulmona <Dalle 12 al tramonto> dove attualmente è detenuto Michele.
Come Sana Utopia pensavamo i organizzare un concerto "benefit" per gli indagati, ma di acqua sotto i ponti ancor ne dovrà passare, purtroppo.
Degli altri ragazzi : sono tutti agli arresti domiciliari in attesa di processo, tranne uno scarcerato e la ragazza di Firenze, che attendono in libertà la sentenza.
In ogni caso numerose sono state le iniziative in loro sostegno, alcune hanno provocato un certo "rumore".
Girerò questa lettera al comitato "23 ottobre" che senz'altro la farà pervenire a Michele.
Grazie!!!!
Volantino Spagnolo
<http://liberatemichele.blogspot.com/2008/04/volantino-spagnolo.html>
Vi riporto alcune parti del volantino Spagnolo per la libertà di Michele e di chi come lui è detenuto ingiustamente (n.d.r. infondo al volantino è riportata la lettera di Michele dal carcere di Perugia, interamente tradotta in Spagnolo).
/Anarquistas de la Toscana italiana convocan a //movilizarse la semana del 7 al 14 de abril //para denunciar el aislamiento, la aplicación del régimen EIV (Elevato Indice di Vigilanza) y la limitación/intervención de comunicaciones que sufren una serie de anarquistas presos en Italia./
Estas medidas buscan aislar a los compañeros de su entorno y las luchas en las que han venido interviniendo.Llaman a mandar cartas, e-mails, postales y telegramas a varios anarquistas presos y también quejas a los consulados y autoridades italianas. En Parma y en Florencia se han organizado concentraciones delante de las cárceles donde se encuentran presos Daniele Casalini y Francesco Gioia. El 5 Abril concentración delante del carcel de maxima seguridad de Sulmona donde se encuentra desde el enero Michele Fabiani.
Daniele Casalini y Francesco Gioia
Detenidos en junio 2007, acusados del atraco a una oficina postal y asociación terrorista. Francesco fue imputado en el "montaje COR"(por lo que huyó a Barcelona donde fue arrestado y posteriormente extraditado a Italia).
Francesco Gioia
C. C. Sollicciano
via Girolamo Minervini 2/R
50142 Firenze Sollicciano
(FI)
Daniele Casalini
Casa Circondariale
via Burla 59
43100 Parma
Michele Fabiani
El único de los 5 anarquistas detenidos en octubre de 2007 en Spoleto (acusados de pertenencia a la FAI y amenazas a políticos) que sigue preso.
Michele Fabiani
Casa circondariale
via Lamaccio 21
67039 Sulmona (AQ)
Italia
Mauro Rossetti Busa
Condenado a 1 año de cárcel por incidentes durante un juicio en Florencia en 2004.
Mauro Rossetti
Casa circondariale
via Nuova Poggioreale 177
80143 Napoli
Italia
Michele Pontolillo
Detenido el 14/10/2007 en base a un montaje de la DIGOS y condenado a 18 meses de cárcel. Ha pasado 10 años preso en España e Italia.
Michele Pontolillo
Casa circondariale
via del Gomito 2
40127 Bologna (BO)
Italia
Anarkistak errepresioaren aurka
7 – 14 Abril
Semana de movilizacion
<http://www.klinamen.org/modules.php?name=archivofotos&MediaOp=show&idMediaAss=s4065&MediaName=italia.jpg&MediaNum=0>
El caso de Michele Fabiáni
El proceso comenzo en octubre pasado luego que fueran arrestados 5 anarquistas de Spoleto acusados de ser los remitentes de un sobre con 5 proyectiles a la presidenta de la “regione Umbria” Maria Rita Lorenzetti.
Poco tiempo despues son liberados 3 compañeros pero Michele y un segundo compñaero quedan tras las rejas, bajo el FIES* en la cárcel de Capanne y hace poco, luego de la caida del gobierno italiano, sin aviso ni a familiares ni a su abogado, es trasladada a la carcel de maxima seguridad Sulmona (conocida como la carcel de los “suicidos”) a 300km de su ciudad Spoleto.
Sin tener los suficientes antecedentes para pedir la medida cautelar de prision preventiva la “justicia” italiana a decidido dejarle encarcelado sin cargos ni pruebas y por el solo hecho que durante el juicio el se declaro abiertamente anarquista, por su militancia y activismo por la defensa contra las rapiñas empresas que destruyen el medio ambiente en su Valle natal y por por su publicaciones sobre el caso de Paolo Dorigo, preso político torturado durante años en la cárcel de Spoleto.
Pubblicato da http://liberatemichele.blogspot.com a 11.25 <http://liberatemichele.blogspot.com/2008/04/volantino-spagnolo.html>
Tieni duro Michele,
ho letto la tua lettera e non credo si possano trovare parole migliori per descrivere quello che stai passando (la mia fidanzata si è messa quasi a piangere).
Trovare le parole è difficile, ma bisogna farlo perchè ne hai bisogno e sarebbe un vero peccato se quel gioiello che la natura ti ha messo fra le orecchie smettesse di fare così bene il suo dovere.
Tutti sappiamo che è una brutta storia e che tu sei il capro espiatorio prescelto, quello che la deve pagare per tutti, per il ragazzino che ha marinato la scuola una mattinata di sole, per chi la domenica non va alla messa e non guarda il calcio o domenica In, per chi detesta le gite aziendali, per chi preferisce il vino alla coca cola e non ha mai mangiato un happy meal, un po\' te la fanno pagare anche per le me, forse è per questo che un po ti ammiro e dun po\' mi sento colpevole.
Putroppo vogliono fartela pagare per tutti quelli che hanno capito che quello che ti stanno facendo è una porcata perchè tu serva da moniti, per questo ti dico tieni duro perchè se vinci tu quando uscirai avranno paura, sarà la dimostrazione che alla fine in un modo o nell\'altro sono destinati a perdere.
« Dietro questa maschera non c\'è solo carne, mister Creedy. C\'è un idea, e le idee sono a prova di proiettile. »
Andrea
MICHELE È INNOCENTE, MA ANCHE COLPEVOLE
1) Nel Febbraio del 1974, Francesco Guccini compose la sua “Canzone di notte
n.2”, scrivendo, tra gli altri, questi versi:
“Ma adesso avete voi il potere,
adesso avete voi supremazia,
diritto e Polizia,
gli dei, i comandamenti ed il dovere,
purtroppo, non so come, siete in tanti
e molti qui davanti
ignorano quel tarlo mai sincero
che chiamano "Pensiero"...
Però non siate preoccupati,
noi siamo gente che finisce male:
galera od ospedale!
Gli anarchici li han sempre bastonati
e il libertario è sempre controllato
dal clero o dallo Stato:
non scampa, fra chi veste da parata,
chi veste una risata...” [1]
Questi sedici versi, validi “per il Sempre”, come avrebbero detto i Greci,
descrivono in maniera mirabile ed efficace l'impari lotta combattuta, attraverso
il tempo e lo spazio, da coloro che hanno come unica arma le loro Idee, contro
coloro, che, invece, detengono ogni potere: economico, politico, militare,
giudiziario, culturale e religioso.
In particolare, i versi sottolineati fotografano l'incredibile vicenda di cui è, suo
malgrado, protagonista dal 23 Ottobre 2007, Michele Fabiani insieme a Dario,
Damiano, Andrea e Fabrizio.
Tenuto conto della costante involuzione clericale dello Stato italiano, si
potrebbe aggiornare un verso di Guccini: “... dal clero e dallo Stato...”;
tuttavia, nella situazione presente, non è questo ciò che conta.
Mi sembra, invece, molto più importante analizzare l'intera questione da
angolazioni diverse da quelle fin qui adottate e che, a prima vista, potrebbero
risultare non propriamente piacevoli, ma che, in prospettiva, potrebbero essere
utili per l'intero Movimento Antagonista.
2) In primo luogo, è necessario prendere atto che l'aureo principio del
Veltronismo, qualificato come scientifico dal C.E.R.N. di Ginevra, sta
giustamente informando di sé tutti i campi del vivere civile, cosicché MICHELE
È INNOCENTE, MA ANCHE COLPEVOLE.
Pertanto, se spetterà alla Magistratura, a tempo debito, assodare la sua
innocenza, a chi spettava stabilire, subito, la sua colpevolezza?
Naturalmente, a Colei che non solo incarna al massimo grado le Istituzioni in
sede regionale, ma anche è stata rieletta a quell'incarico con un vero e proprio
plebiscito popolare.
E può il popolo sovrano sbagliare?
È evidente che il solo pensare questo costituirebbe un devastante attacco ai
fondamenti della Democrazia.
Perciò, sono destituite di ogni fondamento le critiche, strumentalmente mosse
dal Comitato 23 Ottobre, alla Presidente della Regione, Maria Rita Lorenzetti,
per essersi pubblicamente congratulata alle ore 11.00 con il Generale Ganzer
dei Carabinieri, per gli arresti effettuati alle quattro del mattino.
In quel momento, la Presidente, tra l'altro in maniera tempestiva, assolveva
semplicemente il nuovo dovere istituzionale previsto, fin dal suo sorgere, dal
Veltronismo, l'organica concezione del mondo che ha già tra i suoi innegabili
meriti quello di aver ammaliato non solo il Centrosinistra, ma anche il
Centrodestra.
3) Ugualmente, abbiamo il dovere di comprendere che la Legge è uguale per
tutti, ma anche che si applica diversamente ad ognuno; tra l'altro, questo
permette anche di contrastare quell'omologazione degli individui, che
costituisce l'obiettivo ultimo della Globalizzazione imperante.
Pertanto, accettare che il Parlamento tutto tributi un'ovazione a Mastella,
mentre attacca la Magistratura, che per Bassolino e per il Sindaco Raffaelli
valga la presunzione di innocenza, mentre per Michele, Dario, Damiano,
Andrea e Fabrizio valga la certezza di colpevolezza, non solo è cosa buonista e
veltroniana, ma anche utile a combattere l'omologazione.
Inoltre, essendo l'Italia uno Stato democratico, Michele ed i “suoi seguaci”
possono liberamente e serenamente fondare un Partito, farsi eleggere in
Parlamento ed usufruire del trattamento previsto per tutti coloro che presidiano
le Istituzioni democratiche.
Così, pure in questo caso, sarebbe bene ammettere non solo che le critiche sui
“due pesi, due misure” sono infondate, malevoli e pregiudiziali, ma anche che
l'esistenza di due ben distinte caste/classi sociali, quella dei Possidenti e quella
dei Miserabili, impone, anche sul piano logico, una doppia Giurisprudenza:
quella per gli Intoccabili, ma anche quella per i Pregiudicati.
D'altra parte, in passato è sempre stato così; solo per un folle decennio [2] è
stato coltivato il rovinoso sogno di rovesciare il “normale” andamento delle
cose, con le ben note conseguenze; da anni, però, il fiume è rientrato nel suo
alveo, pur se ancora vi è chi si attarda nel patetico disegno di resuscitare
l'aborrita conflittualità sociale.
4) L'introduzione del principio: “La legge è uguale, ma anche disuguale in
termini di applicazione”, si inserisce a pieno titolo nella storia della nostra
civiltà, ma anche inciviltà giuridica; peraltro, è già oggetto di studio da parte di
altri governi del Libero Occidente.
A favore di questo principio militano anche le convinzioni di due personalità
senz'altro diverse, ma la cui statura è indiscutibile:
“Ai nemici, la Legge si applica, per gli amici si interpreta”, così sentenziò
Giovanni Giolitti [3], l'uomo politico più rappresentativo del Liberalismo italiano
del Primo Novecento.
Chi non ricorda, poi, la celebre frase di don Milani:
“Non c'è nulla che sia ingiusto quanto far le parti eguali fra disuguali”? [4]
Ora, essendo di un’evidenza solare la differenza esistente tra un ventenne
studente spoletino ed un Generale dell’Arma dei Carabinieri, qual è Gianpaolo
Ganzer, è assolutamente lineare che il primo, in attesa di giudizio, stia in
galera, per di più in isolamento, prima, ed in un carcere di massima sicurezza,
poi, mentre il secondo sia al comando del Raggruppamento Operativo Speciale,
anche se è sotto inchiesta:
“Questa è una storia nera di cui la Procura della Repubblica di Milano è venuta
a capo dopo sette anni di indagini cui pochi desideravano mettere mano e che
Repubblica è in grado di documentare.
È la storia di un'associazione per delinquere che ha vestito e veste la divisa del
Raggruppamento operativo speciale dell'Arma dei carabinieri.
Di venti manovali in divisa, agli ordini di un ufficiale che, oggi, del Ros è il
comandante.
Il generale Giampaolo Ganzer.
Dal 1991 al 1997, le routine operative della sezione antidroga del reparto
investigativo di eccellenza dei carabinieri sono state declinate in un grumo di
abusi, malaffare, illecito arricchimento personale, peculati, provocazioni,
istigazioni, ricatti...
Leggiamo dagli atti: «Il Ros instaura contatti diretti e indiretti con
rappresentanti di organizzazioni sudamericane e mediorientali dedite al traffico
di stupefacenti senza procedere né alla loro identificazione né alla loro
denuncia».
Ordina quindi «quantitativi di stupefacente da inviare in Italia con mercantili o
per via aerea, versando il corrispettivo con modalità non documentate e
utilizzando anche denaro ricavato dalla vendita in Italia dello stupefacente
importato.
Denaro di cui viene omesso il sequestro».
Che non si tratti di «operazioni di infiltrazione» lo capisce anche un bambino.
«Si tratta - annota la Procura di Milano - di istigazione ad importare in Italia
sostanze stupefacenti»”. [5]
La lunga citazione si è resa necessaria per mettere in risalto un fondamentale
elemento: l’importazione di sostanze stupefacenti dall’America del Sud e dal
Medio Oriente, ha, comunque, dato lavoro a non poche persone in ben tre
continenti ed ha contribuito alla crescita del Prodotto Interno Lordo di tutti i
Paesi interessati, Italia compresa.
Vediamo, ora, di che cosa sono stati accusati i cinque giovani di Spoleto:
“Esecuzione di atti di violenza con finalità di terrorismo ed eversione dell’ordine
democratico (violazione dell’articolo 270 bis).
In particolare
Sono ritenuti responsabili dell’invio alla presidente della Regione Umbria, nel
mese di agosto, di una busta contenente due proiettili calibro 38 special e un
volantino con minacce
Devono rispondere di danneggiamenti in cantieri edili e su edifici pubblici,
vilipendio e ingiurie nei confronti dello stato, istigazione a delinquere, furto e
procurato allarme, detenzione di armi e munizioni”. [6]
Chiunque esamini pacatamente, ma anche serenamente l’elenco dei capi
d’accusa non può non rendersi conto di come tutte quelle attività, criminose e
criminogene, abbiano molto poco inciso sul Prodotto Interno Lordo della
penisola.
Esistendo queste sostanziali disuguaglianze tra il Generale ed i cinque giovani,
potevasi adottare un uguale trattamento?
Questa domanda avrebbero dovuto porsela soprattutto i Comunisti,
(sicuramente qualcuno ce n’è), che fanno parte del Comitato 23 Ottobre,
poiché essi, seguaci del Materialismo storico, sanno benissimo quale enorme
importanza abbiano i dati economici e come il concorrere molto o poco al
Prodotto Interno Lordo produca delle contrastanti, ma anche giuste diversità
nel trattamento giudiziario.
6) L’incidenza del Fattore Economico muove anche l’illuminante analisi svolta
sull’Operazione “Brushwood” dal noto giurista Massimo Della Pena nel suo
pamphlet: “Della condanna istantanea, ma anche risparmiatrice”.
Preso atto che esiste un consenso bipartisan, ma anche universale sul fatto che
il complesso iter giudiziario italiano (sono previsti ben tre gradi di giudizio!!!)
abbia dei costi economici assolutamente non più sostenibili dall’ “Azienda
Italia”, l’insigne studioso sostiene che, se, entro otto ore dagli arresti, il
massimo rappresentante locale delle Istituzioni ovvero il Sindaco, si congratula
pubblicamente con chi ha diretto l’operazione, questo atto diviene
immediatamente ed automaticamente un verdetto di condanna inemendabile,
ma anche inappellabile.
Se il consenso acquisito in sede elettorale – finemente argomenta Massimo
Della Pena – trasforma un Presidente del Consiglio in un Unto del Signore, la
proprietà transitiva dell’Unzione fa sì che ne sia permeato, su scala ridotta, ma
anche sufficiente, qualsiasi eletto dal Popolo, che, pertanto, può amministrare
pure la Giustizia, come, del resto, facevano i sovrani del buon tempo che
fu. [7]
Questa superba innovazione determinerà una tale riduzione della spesa
pubblica che lo Stato potrà finalmente realizzare quelle opere di cui la
popolazione ha, da tempo immemorabile, un insopprimibile bisogno: il Ponte
sullo Stretto, l’Alta Velocità, l’ampliamento della base statunitense di Vicenza ,
la costruzione di innumeri carceri ed inceneritori di rifiuti.
Non solo non sarà più un problema rifinanziare le missioni militari all’estero,
ma anche sarà possibile programmarne di nuove, in modo che il Tricolore
sventoli dalla Lapponia alla Patagonia.
Sostiene Massimo Della Pena che l’Umbria, regione vocata al turismo
enogastronomico, ma anche alla sperimentazione, ha avuto l’onore di tenere a
battesimo il nuovo modello giudiziario, che, d’ora in avanti, sarà
universalmente noto come il “Rito Umbro”.
Naturalmente, questo altamente innovativo “Rito Umbro” accoglie quanto di
meglio, nell’ultimo mezzo secolo, abbia prodotto la cultura democratica del
Diritto, in termini di prevenzione del delitto, onde tutelare la comunità, ma
anche il potenziale criminale, essendo anch’egli, in fondo, un essere
umano. [8]
Pertanto, come ha brillantemente argomentato il dotto giurista Massimo Della
Pena, la sperimentazione attuata in quel di Spoleto ha avuto anche lo scopo di
impedire ai cinque giovani di macchiarsi di crimini ancor più gravi, che
avrebbero comportato non solo ulteriori lacerazioni del tessuto sociale
democratico umbro, ma anche pene più pesanti per i loro autori.
Questa sinergia tra la carcerazione per gli atti commessi, ma anche la
reclusione quale impedimento al compimento di altri delitti, ha già trovato la
sua felice definizione:
“Ti anticipo le pene per il tuo bene”.
Questa concezione radicalmente innovativa si presta, peraltro, alla sua
trasposizione nei più diversi settori; a titolo puramente esemplificativo, citiamo
i due che l’hanno già adottata, pur se in via per ora sperimentale.
Alcuni chirurghi del “Fatemalecugini” hanno asportato, con il previo consenso
informato degli interessati, stomaci sanissimi, onde evitare che potessero
ulcerarsi; mentre taluni odontoiatri della clinica “Qui si previene, ma anche si
sviene” hanno tolto tutti i denti sani ad alcuni adolescenti, volenterosi prima
ancora che volontari, al fine di evitare l’insorgere della carie.
7) Le “Scene di caccia in Bassa Umbria” hanno avuto un'eco su scala
continentale, cosicché hanno suscitato l'interesse anche del famoso psicologo
Adolf von Stammheim [9], che ha pubblicato un istant book il cui titolo collega
idealmente il passato al presente: “Michele: le sue prigioni”.
Lo stimato professionista ha, in primo luogo, messo nel dovuto risalto come
Michele Fabiani pubblicando il suo testo: “Il razionale e l'assurdo” [10], si sia
attirato addosso tanta di quella sfortuna che già la metà sarebbe stata
sufficiente a farlo precipitare in una vicenda così assurda da far insorgere il
dubbio che sia anche razionale, pur se di una logicità che sfugge ai comuni
mortali.
Scandagliando i più oscuri recessi dell'animo umano, lo studioso ha, poi,
elaborato questa affascinante, ma anche convincente ricostruzione della
complessa vicenda.
L'editore del libro, insoddisfatto dell'andamento delle vendite, ha convinto il
giovane autore a commettere i vari reati, per poi denunciarlo, in modo che
l'immancabile arresto, la dura carcerazione e la conseguente
spettacolarizzazione massmediatica conferissero al promettente intellettuale
quell'aura di martirio, che, oggi, fa tanto tendenza e lo avrebbero reso noto a
livello nazionale e, fors'anche, internazionale.
Questa ipotesi è quotidianamente corroborata dalla ormai pressante richiesta
di: “Il razionale e l'assurdo” da cui viene subissata la casa editrice.
È evidente che Michele Fabiani non solo ha dato il suo assenso al mefistofelico
piano, ma anche ha attivamente contribuito alla sua realizzazione, sia per il
ritorno in termini economici, sia, e soprattutto, perché poteva così soddisfare il
suo più profondo desiderio: gettare discredito sull'odiato Stato democratico.
Infatti, l'intellettuale-detenuto è giovane, ma a causa delle numerose e
perniciose letture della sua adolescenza, conosce a memoria la dinamica, che
si innesca in questi casi:
il nemico giurato delle Istituzioni fa di tutto, per farsi sbattere in carcere; i suoi
simili costituiscono immediatamente un Comitato ed iniziano a scagliare accuse
proprio contro i tutori dell'Ordine; inondano giornali e televisioni di comunicati
stampa, con cui pretendono l'immediata scarcerazione del colpevole; stilano
appelli, che, poi, gli “utili idioti” si precipitano a firmare; organizzano sit-in e
cortei; inscenano oscene manifestazioni di protesta.
Il progetto di questi scalmanati è evidente: minare la credibilità delle Istituzioni
democratiche, che quotidianamente ed indefessamente operano non solo per il
benessere economico, ma anche per quello interiore dei cittadini.
A questo disegno perverso, ma anche delittuoso, Michele Fabiani ha voluto
dare il suo personale contributo, sulla scia, peraltro, di Aldo Bianzino, che,
addirittura, ha immolato se stesso sull'altare dell'odio viscerale nutrito per lo
Stato democratico. [11]
Giunto al termine del suo sofferto, ma anche illuminante studio sui mostri, che
si annidano negli abissi dell'animo dell'uomo, ma anche della donna,
soprattutto se appartengono all'Estrema Sinistra, lo studioso si pone
un'angosciosa domanda, che diviene un inquietante interrogativo per la
coscienza di ogni Democratico sincero:
com'è possibile che in una Regione amena e ridente, verde e non decadente,
ornata di vigneti, oliveti, orti e pioppeti, possano nascere e crescere simili
serpenti dai velenosi denti?
Profondamente amareggiato, ma anche disarmato dal quesito da lui stesso
formulato, Adolf von Stammheim, conclude citando il celebre verso:
“Ai posteri / l'ardua sentenza... ”. [12]
Caro Michele,
ho cercato di illustrare le miserie politiche ed umane dell'epoca e del Paese in
cui viviamo; ora, vorrei parlare di cose serie.
Tenendo conto del fatto che domani, 16 Febbraio 2008, è il giorno del tuo
ventunesimo compleanno, vorrei “regalarti” le strofe che seguono.
“Ma i moralisti han chiuso i bar
e le morali han chiuso i vostri cuori
e spento i vostri ardori
è bello ritornar normalità
è facile tornare con le tante
stanche pecore bianche
scusate non mi lego a questa schiera
morrò pecora nera” [13]
“Addio Lugano bella
o dolce terra pia
scacciati senza colpa
gli anarchici van via
e partono cantando
con la speranza in cuor...
Ed è per voi sfruttati
per voi lavoratori
che siamo ammanettati
al par dei malfattori
eppur la nostra idea
è solo idea d'amor...
Anonimi compagni
amici che restate
le verità sociali
da forti propagate
è questa la vendetta
che noi vi domandiam...
Ma tu che ci discacci (si legga: mi imprigioni)
con una vil menzogna
Repubblica borghese
un dì ne avrai vergogna
noi oggi t'accusiamo
in faccia all'avvenir” [14]
Sperando di abbracciarti quanto prima libero,
ciao,
Valerio
NOTE:
[1] Guccini Francesco, Canzone di notte n.2, versi 41- 56, in: Via Paolo Fabbri
43.
[2] Ci si riferisce, naturalmente, agli abominevoli anni 1968 – 1976;
condividendo in pieno il giusto anatema da cui sono stati colpiti, ho pensato
che fosse opportuno relegarli nelle note, soprattutto pensando alle nuove
generazioni, nel malaugurato caso che questo scritto venga letto da qualche
sprovveduto, perché non adeguatamente vaccinato, adolescente.
[3] Giovanni Giolitti nacque a Mondovì, nel 1842, morì a Cavour, nel 1928.
“Deputato dal 1882... Nel maggio 1892 formò il suo primo ministero... Fu
ministro dell'Interno nel gabinetto Zanardelli (1901 – 1903), guidò quindi 3
ministeri quasi ininterrottamente dal novembre 1903 al marzo 1914 (età
giolittiana)...
... Dopo l'introduzione del suffragio universale maschile nel 1912 preferì...
appoggiarsi ai cattolici per contrastare l'avanzata elettorale delle sinistre (patto
Gentiloni).
Fu abile e spregiudicato manipolatore elettorale, tanto da guadagnarsi l'epiteto
di “ministro della malavita” (G. Salvemini).
Difensore dell'impresa di Libia (1911 – 1912), avversò invece la partecipazione
italiana nella prima guerra mondiale...
Nuovamente presidente del consiglio dal giugno 1920 al giugno 1921, adottò
un atteggiamento tollerante nei confronti del fascismo.”; da: Dizionario di
Storia, pp. 565 – 566, Bruno Mondadori, Milano, 1995.
[4] Lorenzo Milani nacque nel 1923, a Firenze, ove morì nel 1967.
“Sacerdote, dal 1947 svolse un'intensa attività di educatore, convinto del
valore emancipatorio della cultura per le classi sfruttate.
Fondò scuole popolari a San Donato di Calenzano e Sant'Andrea di Barbiana nel
Mugello dove venne trasferito nel 1954.
Nel 1967 pubblicò Lettera a una professoressa, una critica radicale della scuola
italiana, che ebbe una profonda influenza sulla generazione del Sessantotto”;
da: Dizionario..., cit., p. 830.
La frase citata si trova in: Lettera a una professoressa, p.55, Libreria editrice
fiorentina.
[5] Bonini Carlo, La Repubblica, 22 Ottobre 2003.
[6] Dal Corriere dell'Umbria, p.3, Mercoledì, 24 Ottobre 2007.
[7] In verità, in verità, dice Marc Bloch che i re cristiani guarivano i sudditi
pure dalle scrofole; d'altra parte, nel Medioevo, non c'erano due malefici
guastafeste: la Democrazia ed il Relativismo.
Bloch Marc, I Re taumaturghi, Einaudi, Torino, 1999.
[8] Su questo punto, in verità, il Professore Massimo Della Pena ammette che il
dibattito tra i cultori del Diritto non è ancora approdato ad una conclusione,
poiché non pochi studiosi sostengono che il potenziale criminale, a causa del
comunque procurato allarme sociale, andrebbe considerato alla stregua non di
un essere umano, bensì di essere vivente.
[9] Per una di quelle singolari coincidenze astrali, il cognome dello psicologo
richiama quello del carcere tedesco di Stammheim, ove i detenuti erano
massimamente sicuri di uscire con i piedi in avanti, tanto è vero che, in una
notte dell'Ottobre 1977, Baader, Enslin e Raspe, membri della Frazione
dell'Armata Rossa, si suicidarono spontaneamente da soli.
[10] Fabiani Michele, Il razionale e l'assurdo, Edizioni Era Nuova, Perugia,
2005.
[11] Sulla tragica vicenda di Aldo Bianzino si veda: Bruschini Valerio, “Lo Stato
è innocente, Bianzino è il vero delinquente” in http://www.valeriobruschini.info.
[12] Manzoni Alessandro, Il Cinque Maggio, versi 31-32.
[13] Guccini Francesco, cit., versi 25- 32.
[14] Gori Pietro, Addio a Lugano, 1895.